“E- fattura”,la rivoluzione telematica in ambito fiscale incontra lo sfavore del partito FDI. La Presidente Giorgia Meloni scende in piazza

Se la fine del duemiladiciotto ha fatto da assist all’abolizione dei vitalizi parlamentari, il nuovo anno si appresta a dare il benvenuto alla fatturazione elettronica, più semplicemente denominata “e-fattura”: dopo e-mail ed e-commerce, gli italiani devono obbligatoriamente adeguarsi a questa nuova legge entro il termine perentorio di sei mesi. Dal giorno di Capodanno, infatti, in tutta Italia la fatturazione elettronica è divenuta obbligo anche per le prestazioni fra privato e privato, oltre che per chi lavora con la pubblica amministrazione, e c’è chi, tra i commercianti, già evidenzia le criticità di una misura che potrebbe pesare tanto sui clienti quanto sui piccoli imprenditori. E le rimostranze includono la mancanza di un maggiore preavviso e di una maggiore gradualità nell’applicazione del provvedimento.

La fatturazione elettronica ha principalmente l’utile di garantire all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la possibilità di svolgere un controllo intensivo sulle informazioni relative alle operazioni dei detentori di partita Iva, uno strumento che si rivelerà indispensabile per l’ente ma ,al contempo, vessatorio nei confronti di piccole imprese per cui sono state introdotte  limitazioni: difatti i titolari di partita Iva in regime di minimi e in regime forfettario, come i piccoli produttori agricoli, restano esclusi dall’obbligo di emissione (ma non di ricezione in fase di acquisto) delle e-fatture, con la seguente applicazioni di sanzioni soft nei primi sei mesi per coloro che, date le difficoltà di una rivoluzione imbattutasi quasi senza preavviso, si ritroveranno ad infrangere la previsione legislativa.

L’opposizione in politica contro questa scelta “avventata” della maggioranza, non tarda a farsi sentire:la Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in merito all’introduzione nel nostro ordinamento fiscale della Fattura Elettronica aveva sempre espresso la convinzione che servisse un’introduzione più graduale dell’obbligo rispetto a quanto deciso dal Governo M5S – Lega.  Meloni propone, quindi, di manifestare contro l’introduzione generalizzata dell’obbligo di fatturazione elettronica e di chiedere al Governo giallo – verde che la fattura elettronica rimanga obbligatoria solo per le transazioni di beni e servizi superiori ai 10.000 euro di importo. Mentre, per quanto riguarda l’obbligatorietà per i piccoli commercianti, Fratelli d’Italia chiede al Governo di posticiparla ulteriormente al 2022. Secondo Fratelli d’Italia infatti, la motivazione del Governo, secondo cui dalla fattura elettronica si attendono maggiori entrate per 2 miliardi di euro, non è credibile in un Paese che ha una spesa pubblica di 880 miliardi di euro. In pratica, Giorgia Meloni accusa il Governo di mettere in croce le imprese con la fattura elettronica per pagare il reddito di cittadinanza.

Accuse importanti che hanno scaldato e non poco l’opinione pubblica, sull’operato del Governo M5s-Lega.

Per completezza, segue schema esemplificativo circa il funzionamento della “e-fattura”:

a cura di Maria Parente

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