Manovra, via libera a chi esercita professioni sanitarie senza titolo

La manovra dà il via libera a chi esercita professioni sanitarie senza titolo. Nella legge di bilanciocompare una deroga, voluta dal M5s, per l’iscrizione agli ordini per chi ha svolto professioni sanitarie senza il possesso di un titolo abilitante per l’iscrizione all’albo.Risultati immagini per analisti medici

Il riferimento è a tecnici sanitari e di laboratorio, tecnici della riabilitazione e della prevenzione, potranno continuare a svolgere l’attività professionale iscrivendosi in appositi elenchi speciali, se hanno lavorato per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni. Di fatto potranno “continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscriva, entro il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali ad esaurimento”.

Insomma, coloro che non possiedono i titoli necessari per iscriversi agli albi, per esempio dei fisioterapisti, ma che già di fatto esercitano o hanno esercitato la professione possono continuare a farlo attraverso questi “elenchi”. Un modo per “tutelare posti di lavoro” secondo qualcuno. Un totale “via libera” agli abusivi, per chi protesta. Alle associazioni, che la definiscono una “assurdità totale”, non basta la precisazione della norma che “tale iscrizione non si tradurrà in un’equiparazione”.

Da 48 ore le pagine Facebook del ministro alla Salute Giulia Grillo e del vicepremier Luigi Di Maio sono inondate di commenti di questo tenore: “Avete approvato la più grande sanatoria per abusivi di professioni sanitarie della storia”. E ancora: “Ministro, da medico, consentirebbe l’iscrizione all’ordine dei medici di una persona senza titoli solo per il fatto che abbia scimmiottato il fare medico per 3 anni?”. “Avete compiuto uno sfregio nei confronti di 250.000 professionisti sanitari di 19 professioni”. Che ora si dicono pronti a una grande mobilitazione.

Anche perché, lamenta ancora l’Aifi, “manca la previsione di quali titoli di studio permetterebbero tale iscrizione”. Per la Federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica così si “rischia di creare una pericolosa breccia in un sistema che tutela e garantisce innanzitutto la salute pubblica dei cittadini”.

Infine lo stesso comma, 283 bis, prevede anche un allargamento della professione del massaggiatore, con l’abrogazione dell’obbligo per massaggiatori e massofisiotarapisti di ottenere un diploma da una scuola statale o autorizzata con decreto del Ministro per la sanità.

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