SUL CONDIZIONAMENTO PSICOLOGICO E FISICO PER FINI NON ETICI: SANTONI, GURU E CULTI DISTRUTTIVI DELLA PERSONALITA’

 Siamo tutti condizionabili, anche coloro che sostengono convintamente di non esserlo.

I nostri rapporti sociali producono condizionamenti moralmente ammessi e socialmente accettati e condivisi;  possiamo tentarne un breve elenco, non esaustivo,  delle situazioni che producono, anche involontariamente, dei condizionamenti :

I rapporti interpersonali fra genitori e figli, tra coniugi, tra innamorati, , fra amici e colleghi di lavoro, fra docente e allievo, fra ministri di culto e fedeli, fra aderenti di partiti potici, fra appartenenti alle tifoserie dei vari sport.

Vi sono poi  altri tipologie di condizionamenti, quelli operati dai media tradizionali  (tv, stampa,  pubblicità) e quelli del web,  il più invasivo mezzo di comunicazione condizionante  che ci raggiunge ovunque e che in pochi giorni, poche ore,  riesce in ciò che tempo addietro necessitava di mesi e perfino di anni.                                                                                                                                                                                         La rete è la piazza virtuale in cui troppi cretini e idioti disseminano bufale,  complottismo, terapiattismo, scie chimiche, e le pericolose idiozie parascientifiche anche nel delicatissimo campo della salute e del benessere;  quello che preoccupa è  che hanno un gran numero di seguaci anche fra persone istruite e laureate, addirittura fra i medici.

A proposito della pubblicità commerciale, il marketing è un influenzatore efficace capace di ‘creare bisogni’ e indurre acquisti anche non necessari

L’importante è esercitare sempre il nostro spirito critico, quella luce della mente che ci impedisce di seguire pedissequamente i messaggi,  sottili e subdoli, che inducono a quel ‘pensiero unico’ proprio come desiderano i guru, i santoni, e le sette abusanti e guaritori.

 

Il patrimonio più prezioso che l’essere umano possiede è la salute della propria mente, intesa come capacità di intendere, di volere, di autodeterminarsi, di discernere, di rapportarsi con gli altri e la realtà esterna.  In Italia esiste di fatto il ‘diritto a manipolare e plagiare’ gli altri esseri umani, e non il contrario, purtroppo.

 

Da qui possiamo esporre alcuni concetti per comprendere il senso dell’attentato alla nostra mente.

 

L’abuso della fragilità: condizionamento manipolazione e influenza per fini non etici, ovvero per ottenere ogni tipo di indebito vantaggio, da quello economico a quello sessuale.

Le conseguenze sono spesso danni, a volte irreversibili, dell’identità, della personalità, dei rapporti sociali, della vita affettiva,  morale,  intellettiva, lavorativa.

 

Il plagio è il delitto contro la libertà morale, nega e umilia la dignità della persona umana, considerata nella sua interezza di corpo e psiche,  lede il diritto alla autodeterminazione relegando il plagiato in condizione di vita a libertà vigilata,  e apre la strada agli abusi :

  • contro l’integrità psichica, affettiva e fisica della persona
  • contro il suo patrimonio intellettivo
  • contro il diritto alla fragilità e alla vulnerabilità
  • draga denaro e patrimoni delle vittime e delle loro famiglie
  • ha come fine la mutilazione della mente

 

 

Chi ci cade e perché

Tutti possono caderci, indipendentemente dal grado di istruzione o livello sociale economico culturale di appartenenza.

Ciò che favorisce il successo delle tecniche plagiarie di condizionamento è lo stato di fragilità e di vulnerabilità in cui si trova la vittima, causato o da una struttura psichica debole, o da un disagio personale, una malattia grave (propria o di un famigliare) la perdita di un amore, la morte di una famigliare o della persona amata, la perdita del lavoro. Eventi che  sono avvertiti come veri e propri lutti.

Aggiungiamo anche il cambio di città per lavoro, che determina il bisogno di ricreare un cerchia di amicizie e di affetti.

 

E’ facile finire nelle mani di una setta abusante, distruttiva delle relazioni e della personalità,

ma difficile uscirne.

Non esiste, come detto,  strato sociale o culturale che, per così dire, sia vaccinato contro il pericolo del condizionamento psicologico, perché una setta abusante non si presenta mai per ciò che è realmente, possiede una elevata capacità di dissimulazione e si maschera dietro a ideali di facile presa: parla di diritti dell’uomo, di pace, di amore universale, di ecologia, di felicità e di armonia interiore.  Attuano perfino campagne umanitarie in difesa dei deboli e dei bambini violati.

 

Da tempo si è anche riscontrato a livello europeo il pericoloso proliferare di gruppi settari nocivi nel campo della salute, delle terapie, del benessere psico fisico, guidati da guaritori di ogni sorta.

 

Dietro la facciata di buonismo e di amore planetario si nascondono una miriade di gruppi settari abusanti e di movimenti dalla maschera religiosa o filosofica che col trascendentale hanno ben poco a che fare. Il loro vero unico fine nascosto è il lucro, che ottengono instaurando un rapporto di dominio psicologico sugli individui da cui ottenere vantaggi (indebiti) che vanno da quello economico a quello sessuale

 

Gli adepti di culto distruttivo non sono individui creduloni ma persone in stato di vulnerabilità, in cerca di risposte ad un disagio, una sofferenza; ciò che distingue primariamente un movimento innocuo da una setta distruttiva è che quest’ultima distrugge le relazioni dei seguaci con il mondo esterno alla setta.

 

Gli adepti di un gruppo settario distruttivo evitano accuratamente di presentarsi come appartenenti ad una setta: l’esempio di ciò che accade di prassi nella prima fase del cosiddetto proselitismo è rappresentato dalle tecniche seguenti:

 

IL LOVE BOMBING, bombardamento d’amore, fa parte della strategia dell’adescamento : i reclutatori tendono a mostrarsi come persone amiche ed estremamente comprensive, sempre positive, pronte a rispondere a tutti i nostri bisogni, compartecipi dei nostri dolori e delle nostre gioie, incredibilmente inclini al perseguimento del bene individuale e di tutta l’umanità. La potenziale ‘vittima’ viene circondata di attenzioni eccessive, cure ed affetto, sino a che la barriera difensiva che normalmente ogni individuo erige verso coloro che non conosce, viene abilmente abbattuta grazie a questa potentissima bomba affettiva. In una seconda fase, due o tre persone si dedicano esclusivamente al soggetto e cercano di eliminare ogni suo dubbio rafforzando al contempo il suo desiderio di appartenenza al gruppo.

 

L’ISOLAMENTO costituisce il passo successivo della strategia:  l’adepto-vittima viene indotto alla rottura dei rapporti con la famiglia, l’amore, le amicizie, l’ambiente culturale sociale, per ridurlo ad un essere anaffettivo. Gli viene reso impossibile con ogni scusa (cellulare scarico, mancanza di campo, etc.) il contatto con persone esterne. Inoltre si crea l’incapacità a verificare le informazioni che vengono fornite, rendendo accessibile un’unica realtà, quella del guru, del gruppo. In tal modo, la persona, isolata dal contesto esterno la setta, finirà per considerare la setta come l’isola felice, l’oasi che lo protegge dai pericoli del mondo… ma non da quelli reali, rappresentati dal maestro, guru, guida, guaritore spirituale, reincarnato o come altrimenti vuol essere chiamato il fondatore/fondatrice .

 

Si passa poi al vero e proprio INDOTTRINAMENTO  che consiste nel rigetto totale dei valori vissuti in precedenza, nello studio continuo di dottrine complesse (religiose, esoteriche, magiche, occultiste, gnostiche etc..) nell’incoraggiamento all’obbedienza cieca, nell’uniformità nell’aspetto esteriore (abbigliamento, barba)  nel senso di appartenenza ad una misteriosa realtà superiore (sovente gli adepti sono convinti di essere i prescelti, i migliori, gli eletti, gli illuminati dal loro guru) e  nell’esercizio di formule ripetitive (mantra, preghiere, canti, nenie, riti notturni etc. ) che riducono il senso critico.

 

Altre tecniche in fase di indottrinamento:

– ipnosi regressiva, con immissione falsi ricordi di abusi sessuali subiti nell’infanzia (addebitati al padre se l’adepto è una figlia, e alla madre se è un figlio)

–  utilizzo strumentale della principio ottico della persistenza retinica

 

L’ulteriore strategia di plagio è il MANTENIMENTO e si realizza attraverso

– l’attività fisica intensa

– l’alterazione del ritmo sonno-veglia o la privazione di sonno,

– un’alimentazione poco equilibrata, scarsa, o veri e propri digiuni

– lunghi viaggi sfinenti, spesso notturni, verso luoghi o santuari ritenuti sacri dal gruppo e così via.

In questa tappa, inoltre, la persona è deresponsabilizzata, condizionata dagli altri membri a rimanere nel gruppo attraverso l’induzione di sensi di colpa e la paura delle punizioni.

 

 

Il controllo mentale, che nulla ha che fare coi concetti fantasiosi e inesistenti come la magia, la parapsicologia, la telepatia o i poteri sovrumani, viene ottenuto applicando i condizionamenti su tre livelli:    emozionale affettivo, fisiologico, della comunicazione-informazione.

 

A – emozionale affettivo: 

Attenzione eccessiva e amore avvolgente, comprensione, offerta della soluzione dei problemi di ogni  tipo che affliggono il soggetto-vittima (lutto, malattia, disagio, sofferenza,  ricerca spirituale)

Lo scopo è di far abbassare le difese psicologiche della vittima.

    

B – fisiologico :

Controllo dell’alimentazione, incongrua e monotona, digiuno protratto per molti giorni associato alla privazione del sonno (nei riti di purificazione);

        – somministrazione (all’insaputa dell’adepto) di neurolettici (benzodiazepine) e di allucinogeni sottoforma di bevande sacre

        – lunghe sedute di meditazione guidata che inducono a stati di coscienza alterati, lotte notturne contro presenze malefiche, energie nere, satana, etc.;

 

–  risvegli in piena notte per lotte contro satana, contro energie negative, contro presenze malefiche, riti dove la suggestione esercitata dal  guru/santone/ maestro (uomo o donna) è ampliata dal gruppo generando un clima di forte coinvolgimento ossessivo dei partecipanti

 

Ipnosi, Induzione di  illusioni ottiche sfruttando la persistenza retinica che consiste nel fissare per almeno 30 secondi un foglio bianco c0n macchie nere, fornito dal guru, e al termine guardare verso una parete bianca battendo veloce le palpebre per far apparire visi e figure in movimento, che in realtà non esistono; stessa procedura con la luce di una candela nel buio.

Al termine Il guru interpreterà strumentalmente gli effetti della permanenza retinica

 

Iperventilazione:

tra le tecniche fisiologiche utilizzate per produrre svariate sensazioni fisiche e mentali negli adepti, vale la pena menzionare la tecnica della iperventilazione, termine utilizzato per definire gli effetti causati dall’eccesso di respirazione e dal sospiro sostenuto. Tale condizione fisica viene indotta facendo gridare o scandire di continuo ad alta voce suoni o parole, nonché attraverso intense e profonde espulsioni d’aria, ad esempio durante i salmodiamenti rituali.

L’eccesso di respirazione continuato, facendo passare grossi volumi d’aria in entrata e in uscita dai polmoni, produce una caduta del livello di biossido di carbonio nel sistema circolatorio, che a sua volta determina un aumento dell’alcalinità del sangue  definita alcalosi respiratoria.

Un livello leggero di alcalosi respiratoria produce vertigine e senso di stordimento, sensazione di testa leggera, perdita di pensiero e di giudizio critico.

Un eccesso di respirazione prolungato produce intorpidimento e formicolio alle dita di mani e piedi e alle labbra, sudorazione, batticuore, sensazioni di panico ed irrealtà.

L’eccesso respiratorio ancor più prolungato e vigoroso, può causare crampi muscolari, forti dolori e tensione toracica. Possono inoltre svilupparsi aritmie cardiache, tendenze convulsive e perdita di coscienza.

 

C- della comunicazione e della informazione

controllo dell’uso del telefono, del computer, dell’acceso ai media in genere (tv, stampa..), della posta privata elettronica e cartacea. Quest’ultima viene intercettata e distrutta, sia all’insaputa dell’adepto manipolato (si configura il reato di violazione della corrispondenza) perché ‘lavorata da satana’ o da energie negative: i genitori e quelli che avevano rapporti affettivi con l’adepto-vittima prima che divenisse tale.

Questa procedura ha lo scopo di convincere l’adepto che più nessuno lo ama e lo cerca dal mondo esterno alla setta e che chi lo ama è solo il guru, la guida: la setta diviene la sua unica vera famiglia.

La vita dell’adepto-vittima si divide fra la vita prima dell’incontro e la vita dopo l’incontro con la setta (…il meglio che gli potesse capitare).

 

Il linguaggio usato dal maestro (guida-guru-profeta-reincarnato-veggente etc.) ha questi effetti sugli adepti -vittime:

 

– modella e cambia il modo di pensare

– formatta il pensiero

– cambia la mente

– cambia il comportamento

 

Si instaura nella mente della vittima un tipo di dipendenza da non sostanze che gli studiosi americani hanno denominato “dipendenza da guru”.

 

Alla fine della “cura” la vita del manipolato finisce sotto il totale controllo del suo manipolatore, il quale convince la vittima di vivere nella setta realizzando i propri desideri e i propri sogni, ma in realtà è il contrario: finisce schiavo a realizzare il desiderio di potere di denaro, di sesso gratuito, del maestro, guru, avatar, illuminato, reincarnazione di chissà chi, suprema verità …  menzogna universale.

Il guru e la setta diventano l’unico punto di riferimento della vita dell’adepto-vittima, l’unica verità.

L’adepto-vittima  ha perso la sua capacità critica: ora nella sua vita c’è un padrone, ma non è lui.

Si compie così la formazione di una ‘identità settaria’ e l’alterazione del Sé autentico

 

Per concludere sono forse infiniti e non necessariamente difficoltosi i modi per manipolare il prossimo, soprattutto se si è privi di coscienza, non si ha alcun rispetto per la dignità la libertà e la vita di un nostro simile, se non si provano sensi di colpa nello sfruttare il lavoro il denaro e il corpo altrui.

In tutto questo i guru, i santoni, i maestri, i guaritori, sono veri esperti.

 

Abili manipolatori sono anche gli istruttori dei corsi per lo ‘sviluppo del potenziale umano’ che nei cosiddetti incontri full-immersion di fine settimana, riescono a condizionare e suggestionare platee di bisognosi di autostima, inducendoli a spendere, fino a indebitarsi, per ulteriori corsi di perfezionamento quasi miracolosi, nell’illusione di diventare tutti superuomini e superdonne traboccanti di autostima. Cosa che poi non avviene.

Aggiungiamo i Mental Coach, che non essendo né psicologi né psicoterapeuti, commettono il reato di abuso della professione medica.

 

Cenni sulla mancata tutela delle vittime e sul vuoto normativo

Dopo l’abrogazione dell’art. 600 del c.p. (Reato di plagio) avvenuta nel giugno 1981, si è creato un vuoto normativo con conseguente vuoto di tutela.

 

Il manipolatore e la sua vittima non si trovano sullo stesso gradino: il primo possiede un’arma, non palesata, rappresentata dalle tecniche plagiarie di condizionamento della volontà e del comportamento, mentre  la vittima non sa di essere il bersaglio di quell’arma estremamente efficace.

E’  un rapporto assolutamente impari in cui la vittima è indifesa e indifendibile , a meno che la sua incapacità  sia preesistente o procurata con minacce intimidazione e violenza.

 

La legge presuppone infatti che il soggetto maggiorenne, in quanto tale, è capace di intendere e di volere’  e che di conseguenza  il suo consenso è cosciente e consapevole.

Ma il consenso ottenuto dall’uso di pratiche di manipolazione-condizionamento psicologico e fisiologico per fini non etici, deve essere ritenuto “viziato”, sia che avvenga in rapporti interpersonali che all’interno di organizzazioni settarie abusanti (crimonogene).

 

Il consenso ottenuto con l’uso di praticheper fini non etici- non palesate alla vittima va ritenuto “viziato” da manipolazione e condizionamento della volontà.

Anche psicoterapeuti e psichiatri attuano un condizionamento  ma a fini terapeutici  secondo la deontologia medica,  a vantaggio di chi consapevolmente si sottopone alla terapia.

 

Il codice penale non prevede “un reato che individui il concetto di setta abusante”, riconosce il capo della Direzione Centrale Anticrimine della polizia, Vittorio Rizzi. In arrivo una riflessione legislativa? “Il codice penale deve stare al passo coi tempi”, ammette il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Nel frattempo inquirenti e investigatori debbono procedere all’individuazione dei reati – singoli o plurimi – connessi alle varie casistiche settarie. Si va dai maltrattamenti alle lesioni personali o, nei casi peggiori, alla violenza sessuale o alla riduzione in schiavitù, passando dall’appropriazione indebita alle truffe (quasi sempre il core business), per finire a sacrifici e addirittura omicidi rituali.

a cura di Massimo Mazzetti

 

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