Ronaldo, ciao al Pallone d’oro

Ci sono uomini per cui essere il numero uno non è un obiettivo ma una vocazione. Cristiano Ronaldo appartiene a questa categoria: vuole essere il primo in tutto ciò che fa e anche il più insignificante degli insuccessi diventa carburante per una nuova sfida. Dicembre per CR7 è sinonimo di Pallone d’oro: l’ha sollevato negli ultimi due anni di fila (prima era accaduto altre tre volte dal 2008 in poi) e lui fino a qualche tempo fa pensava di poter fare tripletta. Oggi, se le indiscrezioni delle ultime ore saranno confermate, l’ex compagno del Real Luka Modric gli toglierà la corona, ma chi lo conosce bene assicura che il bionico non ha alcuna intenzione di abdicare. Cristiano lavora ogni giorno per dimostrare al mondo di essere sempre il più forte di tutti: sfumato il premio di miglior giocatore, restano i numeri a dargli conforto, documento incontrovertibile di un’altra annata sempre ai massimi livelli, al di là della scelta finale dei giurati. I numeri certificano che Cristiano è attualmente il miglior marcatore del 2018 e possono essere ulteriormente migliorati: CR7 ha già segnato 39 gol nell’anno solare, due in più dell’eterno rivale Lionel Messi, e il traguardo minimo, ovvero superare quota 40 prima di stappare lo champagne per festeggiare il Capodanno, è ormai a un passo.Immagine correlata
 La rete di rigore del Franchi ha avuto un doppio effetto: ha spinto Ronaldo in testa alla classifica dei marcatori della A insieme a Piatek (10), che ieri non ha segnato contro il Torino e non ha potuto risuperare lo juventino; in più ha consolidato il suo status di re dei gol del 2018. Prendendo in esame i 10 top campionati europei (ovvero Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Russia, Turchia, Portogallo, Belgio e Ucraina) e considerando i centri in campionato più quelli nelle coppe europee, non c’è nessuno che viaggia alla velocità di CR7. Lui 39, Messi 37 e poi con gli altri c’è addirittura un abisso: da Lewandowski a Salah, da Griezmann a Neymar, sono tutti sotto i 30. La sfida del quasi 34enne Ronaldo (li compirà a febbraio) è riavvicinarsi ai livelli del suo quadriennio d’oro (dal 2012 al 2015) quando in 12 mesi superava stabilmente quota 50. Aveva qualche anno in meno e giocava più partite, di conseguenza aveva anche più possibilità di segnare. Alla Juventus Ronaldo ha già superato i 1500 minuti (è il più presente dei bianconeri) e la prima sostituzione (al Franchi) è stata accolta come un evento raro.
CHE MEDIA ALLA JUVE Difficile che ne salti molte da qui alla fine del 2018, visto che la Signora ha un calendario piuttosto impegnativo: Inter, Torino, Roma, Atalanta e Sampdoria prima della sosta di gennaio più l’ultimo step del girone in Champions League, contro lo Young Boys, gara ininfluente per la qualificazione (già ottenuta dai bianconeri) ma che servirà per mettere al sicuro il primo posto. Ronaldo ha fatto 11 reti nelle 18 partite disputate (ne ha saltata una in Coppa per squalifica, dopo il rosso di Valencia), con una media di 1,6 gol a partita. (www.gazzetta.it)
a cura di Carmine Cilvini
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