Caso Orlandi, primi risultati dalle ossa. “Non troppo degradate”

rebus attorno alla scomparsa di Emanuela Orlandi non verrà sciolto prima di una decina di giorni. Ci vorrà infatti più di una settimana per avere le prime certezze sui resti ossei trovati nei giorni scorsi in un sottoscala di un locale attiguo alla sede della Nunziatura Apostolica in via Po, a Roma. Ma un primo indizio c’è: “Le ossa non sembrano troppo degradate”, rivela Gianni Arcudi, direttore della Medicina legale dell’Università di Roma Tor Vergata.Risultati immagini per emanuela orlandi

Parallelamente, una prima risposta ai molti dubbi circolati dopo il macabro ritrovamento sarebbe già arrivata. Le ossa ritrovate “non sono della moglie del custode” che ha alloggiato nell’edificio all’interno di Villa Giorgina. L’anticipazione è di ‘Chi l’ha visto?‘: secondo fonti del programma di Raitre, infatti, la donna non è scomparsa. Nei giorni successivi al ritrovamento si era parlato di litigi all’interno della coppia che avrebbero potuto degenerare in un omicidio.

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, ha spiegato: “Gli esami sulle ossa sono iniziati oggi. A noi lo ha riferito il procuratore. E’ presto per avere certezze sul Dna, occorrono almeno otto-dieci giorni, ci hanno detto”. Ai cronisti Pietro ha poi aggiunto: “Vogliamo capire chi per primo ha associato questo ritrovamento alla vicenda di mia sorella Emanuela e di Mirella Gregori (altra adolescente scomparsa il 7 maggio 1983 e mai più ritrovata, ndr). Anche su questo attendiamo risposte dagli inquirenti”. Gli investigatori della polizia scientifica puntano a stabilire età, sesso e eventuale data della morte.

a cura di Gennaro Sannino

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