Pace fiscale, Di Maio: “Al Quirinale testo manipolato da una manina”

ROMA – Il via libera del governo alla pace fiscale si tinge di giallo. Il vicepremier M5s Luigi Di Maio ospite la sera di mercoledì 17 ottobre a Porta a Porta lancia un’accusa molto pesante: “Al Quirinale è arrivato un testo manipolato. Domani presento denuncia alla procura della Repubblica”.

Il leader M5s pronuncia queste parole durante la registrazione della puntata e subito dopo arriva una nota dell’ufficio stampa del Colle che precisa: “Il testo del decreto legge in materia fiscale non è ancora pervenuto”. A Di Maio risulta però che “il testo sia andato al Quirinale. “Se non è così – osserva ancora Di Maio – basta allora lo stralcio”. Ed effettivamente il testo non è arrivato al Colle. A bloccarlo è stato il premier Conte che lo vuole rileggere articolo per articolo, si apprende dall’Ansa, dopo essere stato informato delle criticità sulla misura. A reagire ed isolare il leader M5s ci pensa anche la Lega che, sentendosi chiamata in causa, dichiara: ” “Noi siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati”. 

Nello studio di Vespa, Di Maio spiega le parti del testo modificate: “All’articolo 9 del decreto fiscale c’è una parte che non avevamo concordato nel Consiglio dei ministri. Una sorta di scudo fiscale per i capitali all’estero e una non punibilità per chi evade. Noi in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così, questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi”.Visualizza immagine di origine

Poi spiega: “Non so se è stata una manina politica o una manina tecnica in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perchè non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato”.

Alla domanda se il sospetto possa cadere su Giorgetti della Lega, il vicepremier risponde: “Non mi permetterei mai”. Poi aggiunge: “Questo è il governo col più alto numero di nemici, ma non mi sorprende. Hanno già provato a farci giochetti con il decreto Dignità”. Anche in quel caso  si era infatti parlato di “manina” e sotto accusa erano finiti i tecnici del Mef. Poi un altro caso in questo giorni: quello del numero chiuso a Medicina, che prima era stato annunciato per poi essere smentito.  Ado fiscale per i capitali all’estero” che nel testo non appare tale in realtà perché permette di sanare due specifiche imposte su proprietà e attività fiscali già dichiarate anche se in maniera non completa. Ma a non andare giù a Di Maio c’è anche la non punibilità per chi evade. (da blitzquotidiano.it)

a cura di Alessia Reitano

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