Occupazione abusiva di immobile: quando il peggiore degli incubi diventa realtà

Dopo una settimana lavorativa intensa capita di(e magari se ne ha anche il sacrosanto diritto)desiderare qualche giorno da trascorrere in assoluto relax con la propria famiglia, lontano dalla routine e rientrare carichi per affrontare un’altra settimana cullati dalla certezza di poter riabbracciare la nostra casa ,insieme con gli affetti personali, esattamente come li abbiamo lasciati.Questa la teoria,ma nella pratica si verificano episodi che hanno dell’incredibile : rientrare e trovare la propria abitazione sabotata,privata di tutto ciò che ne faceva da ornamento,via i mobili e gli armadi,così anche i ricordi di una vita scaraventati ai margini della strada perché la “tua” casa è già di qualcun ‘altro . Questo quanto accaduto a  Paola Barzotti,46 anni: da 15 vive in via Lipparini, in zona Laurentina, in una casa popolare dell’Ater.Risultati immagini per immobili sfratti

Per Paola il rientro a casa ,da un fine settimana trascorso con i suoi tre figli, si trasforma nel peggiore degli incubi : il suo appartamento è occupato dalla famiglia Milanesi,nota della zona e che vive nello stesso stabile. Sono momenti di vita surreali oltre che drammatici per Paola e i suoi figli,la quale e nonostante tutto non smette di presidiare la zona, di giorno lavora e di notte torna a sorvegliare gli effetti personali.La gestione delle case popolari Ater è un mondo subdolo dove capita che il legittimo affidatario, se si assenta anche solo per poco tempo, si ritrovi con la casa occupata da persone e organizzazioni poco raccomandabili. E da due anni nulla è cambiato: le famiglie vivono con il timore di vedersi privati della propria abitazione da un momento all’altro.

Il mercato degli alloggi popolari rappresenta ieri come oggi un problema che annichilisce le famiglie assegnatarie,in particolare a Roma dove gli alloggi Ater occupati abusivamente sfiorano cifre esorbitanti. Ma ciò che grava maggiormente sulla popolazione è il modo in cui gli alloggi sono gestiti e distribuiti dai clan della zona(vedi Casamonica). Pasquale Basilicata, commissario straordinario dell’Ater di Roma,fa il punto di una situazione allo stato preoccupante e che urge di regolamentazione poiché non è più compatibile con il quadro di legalità che dobbiamo garantire. Quello che mi preme precisare è che in primo piano sulla lotta all’abusivismo e all’illegalità c’è Ater e c’è da sempre. Noi registriamo circa 6700 occupazioni abusive, rispetto alle quali Ater ha già emanato più di 1600 provvedimenti di sfratto che attendono di essere portati in esecuzione. Lo dico perché proprio di fronte alla gravità del problema è importante che costituiamo anche un quadro di credibilità di tutte le istituzioni e individuiamo anche quei percorsi che in maniera coerente possono riportarci a un risultato di ricostruzione di un clima di accettabile legalità”.

Comunque,pur appellandosi alla legge la situazione resta drammatica poiché riappropriarsi degli spazi personali non è semplice : i rimedi a favore del cittadino per poter ristabilire il possesso dei propri beni sono sia di tipo civile che penale. In particolare, con una causa di tipo civile è possibile attivarsi promuovendo le cosiddette azioni petitorie, ossia quelle a difesa del legittimo titolare dell’immobile occupato. Ad esempio, attraverso l’azione di rivendicazione si domanda la restituzione del bene occupato quando chi vi si è insediato non aveva, dall’origine, alcun titolo per risiedere nell’immobile.

In ambito penale, nel momento stesso in cui un individuo si introduce per poi occupare un’area che non gli appartiene si verificano diverse ipotesi di reato: innanzitutto l’invasione di terreni o edifici, nonché il furto, il danneggiamento e la violazione di domicilio Il cittadino che lamenti una violazione dei suoi diritti potrà presentare una querela presso la Procura della Repubblica, chiedendo un intervento della polizia giudiziaria per ottenere il rilascio dell’immobile. Nel caso in cui l’invasione sia in corso e quindi ci si trovi in flagranza di reato, la polizia ha l’obbligo di intervenire senza dover attendere un provvedimento del magistrato.


Dunque la legge parla chiaro. Ciò che appare incomprensibile è come un terzo possa occupare “legittimamente” l’abitazione altrui per soddisfare i propri bisogni e sopprimere,sempre legittimamente,diritti e necessità del proprietario o legittimo possessore. La tutela che lo Stato prevede non solo andrebbe rivisitata ma dovrebbe consentire il recupero pressoché immediato dell’immobile illeggittimamente sottratto. Immaginate le scena e provate ad immedesimarvi nella signora Barzotti: allontanarsi qualche giorno da casa per poi rientrare e trovarsi spogliati dal bene più caro all’esistenza della famiglia stessa. Da oltre due anni è questa la situazione che caratterizza la Laurentina e le urla disperate di centinaia di famiglie di anno in anno sepolte dall’usurpazione dei prepotenti e l’egoismo di una società che,pur di sopravvivere,calpesta e ignora.

a cura di Maria Parente

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