Economia,”Sulle pensioni non ci sono buone notizie“

La legge Fornero addio, la Quota 100 dovrebbe partire già dal 1° gennaio 2019, al massimo a febbraio, secondo quanto dichiarato ieri dal viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, confermando che la misura “prevede una spesa di 7 miliardi di euro per il prossimo anno”.Risultati immagini per inps

Ad ogni modo il governo ostenta ottimismo. Anzi: Salvini pochi giorni fa ha parlato anche della possibilità – non nell’immediato – di arrivare anche a Quota 41. “Nel 2019 non mandiamo tutti in pensione – ha detto il vicepremier in tv – Siamo solo all’inizio, questa è la prima manovra. L’obiettivo finale è andare in pensione con 41 anni di contributi al di là dell’età anagrafica”.

I conti però sono impietosi. Secondo l’istituto previdenziale la Quota 100 senza alcun vincolo costerebbe fino a 20 miliardi l’anno e ripristinare le pensioni di anzianità con quota 100 o 41 anni di contribuzione significa far salire da subito la platea dei pensionati di 750mila persone. Per ora  beneficiari della Quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi dovrebbero essere circa 350mila lavoratori. Ma basteranno i 7 miliardi stanziati dal governo nel Def o si tratta di stime ottimistiche destinate ad essere sforate in sede di approvazione del bilancio?

Una domanda analoga può essere fatta per il reddito di cittadinanza: il M5s continua a ripetere che i soldi ci sono per tutti, ma 9 miliardi di euro in nessun caso potrebbero garantire il sussidio da 780 euro (anche fosse dimezzato) a 6,5 milioni di persone. E’ un questione di matematica, prima che di politica.

a cura di Alessia Reitano

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