Taglio parlamentari: cosa prevede la proposta dei 5 Stelle

Il governo Lega-M5s si prepara a tagliare il numero dei deputati e dei senatori, come già annunciato in diverse occasioni. Vediamo allora, in breve, come cambierà il Parlamento nel caso in cui la proposta dovesse concretizzarsi. Il numero dei parlamentari nelle intenzioni del M5s dovrebbe essere ridotto da 945 a 600.

Il taglio dei parlamentari è contenuto in una proposta in 3 articoli che interviene unicamente sui numeri. Così, dice Fraccaro, se “ci sarà un referendum i cittadini potranno decidere su una singola puntuale modifica”. Qualcuno a questo proposito ricorderà il tentativo di Renzi di abolire il Senato bocciato dal referendum (forse anche per il rifiuto, da parte della maggioranza Pd, di scorporare i quesiti) e il taglio dei Parlamentari bocciato al referendum del 2006 perché inserito in un quadro più complesso” di riforme.Immagine correlata

“Le abbiamo chiamate riforme del cambiamento – ha detto Fraccaro – perché incarnano più di tutte le altre lo spirito del cambiamento su cui abbiamo avuto il mandato degli elettori il 4 marzo. Noi non vogliamo stravolgere la Costituzione perché sappiamo che è una Carta delicata e che va toccata solo dove è necessario”.

Insieme alla riduzione del numero dei parlamentari, M5S e Lega hanno presentato anche una proposta sul referendum propositivo che “migliora gli strumenti di democrazia diretta, che esistono già”, dice il capogruppo M5S, Francesco D’Uva. Grazie a questa legge, sottolinea Di Maio, “i cittadini saranno come i parlamentari”. Se la Corte Costituzionale dichiarerà ammissibile il referendum, ovvero la legge sulla quale si chiede lavori il Parlamento, il Parlamento sarà obbligato ad esaminarla entro 18 mesi. Trascorsi i 18 mesi senza che il Parlamento si sia espresso, scatterà il referendum, che non avrà bisogno di un quorum per essere valido.

Come spiega Adnkronos la riforma renderà però necessaria una modifica della legge elettorale e nel testo della proposta di legge costituzionale, viene citato il Mattarellum. “E’ opportuno – si legge – un intervento del legislatore che riporti la normativa elettorale alla tradizione impostazione in base alla quale essa sia sempre applicabile prescindendo dal numero dei parlamentari fissato in Costituzione”. Cosa che veniva prevista proprio dal Mattarellum.

In luogo del numero dei seggi, l’indicazione del rapporto percentuale tra i seggi uninominali e plurinominali ed il numero dei parlamentari, possa rappresentare la soluzione ottimale (…). Con tale modalità la modifica del numero dei parlamentari non comporterebbe interventi sulla legge elettorale, lasciando il Parlamento in ogni momento rinnovabile senza alcuna alterazione del sistema elettorale”.
a cura di Gennaro Sannino
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