Rapina in villa a Lanciano, ore contate per la banda: in un video i volti dei rapinatori

Sono due i delinquenti incappucciati con la felpa e col volto travisato. Si intravedono i loro volti, quel tanto che basta per fornire una traccia agli investigatori. I due banditi, su quattro, che hanno assaltato la villa di Carlo Martelli, chirurgo in pensione, e della moglie Niva Bazzan, entrambi 69enni, feriti brutalmente, hanno fatto un prelievo con la carta di credito l’altra mattina all’alba allo sportello bancomat dell’Ubi banca di via per Fossacesia, a Lanciano. Sarebbe l’unico bancomat che avrebbero potuto utilizzare. Almeno otto sarebbero i prelievi che i malviventi hanno provato a effettuare. Del resto le carte di credito di Martelli avevano un massimale di 2mila euro. Su tre carte rubate, il medico di Lanciano, fondatore della locale Anffass, in aiuto ai bimbi disabili e alle loro famiglie, aveva fornito ai banditi i codici pin di due sole carte, quelli ricordati nel concitato momento della brutale rapina di domenica all’alba. Sembra che altri tentativi effettuati in altri sportelli delle innumerevoli banche lancianesi non siano andati a buon fine, perché rotti o malfunzionanti.

LA RABBIA DEL GIORNO DOPO
Chirurgo Martelli che, il giorno dopo la terribile aggressione subita insieme alla moglie Niva, ribadisce il suo pensiero sulle armi e sulla legittima difesa: «Io non sarei in grado di usarle, e quindi non mi pongo il problema – dice il 69enne -. Di sicuro, però, se l’altro giorno avessi avuto un’arma, l’avrei usata».
Dopo il vertice di ieri in procura, coordinato dal procuratore capo Mirvana Di Serio, l’intera inchiesta è focalizzata sulla visione di quasi 30 filmati delle telecamere pubbliche e private su cui si concentra una speciale squadra investigativa. Sono molti gli uomini, diretti dalla Mobile di Chieti, impegnati a scandagliare i filmati presi dalle banche, quelle del Comune di Lanciano, in accesso e uscita in città, non sempre funzionanti, e dei privati. «Un lavoro certosino – dicono al Commissariato di Lanciano -. I cittadini hanno messo a disposizione i filmati di cui sono in possesso».

L’AUTO DEL CHIRURGO
Ieri mattina è stata analizzata la Fiat Sedici di Carlo Martelli ritrovata l’altra sera in contrada Serre di Lanciano. Arguta scappatoia verso il casello dell’autostrada A14, ma anche delle arterie di fuga verso l’Adriatico e il Tirreno, precisano gli investigatori. Importante per la scientifica di Ancona trovare elementi utili. La villa dei coniugi Martelli e le loro auto, compresa la Yaris della moglie, Niva Bazzan, sono attentamente analizzate. Pare che i malviventi abbiano utilizzato i guanti durante la loro sanguinaria scorribanda in villa. La scientifica di Ancona, a parte il Luminol, sta usando per approfondire e scoprire la terribile vicenda anche una sostanza chimica, il cianocrilato, per meglio scoprire impronte e tracce biologiche. Al termine della riunione in procura il dirigente della Squadra Mobile di Chieti, Miriam D’Anastasio, ha detto: «Sono indagini complesse, ma andiamo avanti alla ricerca di utili indizi». La polizia ritiene di dover approfondire le analogie con una precedente sanguinaria rapina avvenuta il 26 marzo a San Vito Chietino, allorquando venne aggredito il commerciante alimentare e tabaccaio Domenico Iezzi: il 73enne fu pestato a sangue e uno dei quattro rapinatori gli ha tagliato con un coltello l’indice della mano destra, che ha perso. Pesante il sospetto su una banda criminale dell’Est Europeo, con perfetto accento italiano.

a cura di Gennaro Sannino

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