Migranti,decreto Salvini: ma scoppia il nuovo “caso Aquarius”

Nuovo scontro tra Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere (Msf) e il governo italiano. Le Ong si dicono “sconvolte dall’annuncio da parte dell’Autorità marittima di Panama di essere stata costretta a revocare l’iscrizione dell’Aquarius dal proprio registro navale sotto l’evidente pressione economica e politica delle autorità italiane”. Ma Salvini nega. Intanto ieri mattina Aquarius ha tratto in salvo 47 persone (inclusi 17 minori e una donna in gravidanza).Migranti, Panama blocca la nave Aquarius 2. Msf e Sos Méditerranée: "Pressioni dal governo italiano"

Viminale: “Nessuna pressione su Panama”

Nessuna pressione del Viminale su Panama, che toglie la bandiera ad Aquarius2 come aveva già fatto Gibilterra. “È evidente – spiega il ministro dell’Interno Matteo Salvini – che nessun Paese al mondo voglia prendersi la responsabilità di essere identificato con una nave che intralcia le operazioni di soccorso in mare, rifiuta il coordinamento con la guardia costiera libica, attacca alcuni governi democratici come quello italiano, pretende di distribuire dei clandestini in Europa e carica decine di persone pur essendo oceanografica. Per questi signori – conclude – i porti italiani continueranno a restare chiusi’.

“Non so neanche che prefisso ha Panama”. Risponde così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a ‘ Non e’ l’Arena’ su La7, alla domanda sulla denuncia di due ong su eventuali pressioni fatte dal governo italiano su Panama per fermare la nave Aquarius.

Oggi decreto Salvini

Alla fine il decreto che oggi domani in condsiglio dei ministri -previsto alle ore 10- sarà unico, accoglierà i due provvedimenti a cui ha lavorato il ministro dell’Interno Matteo Salvini: il dl sicurezza e quello, più tedioso per gli equilibri della maggioranza, sull’immigrazione.

Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo, la parte sulla sicurezza è stata limata in più punti, mentre la parte sull’immigrazione non ha subito modifiche. Viene spiegato da fonti qualificate che il vicepremier Salvini -mentre i tecnici lavorano sul testo – non ha voluto si apportassero cambiamenti sostanziali. Ponendo diversi paletti, prima di tutto riguardo l’espulsione per i richiedenti asilo che si macchiano di gravi reati, ma anche puntellando la misura che prevede la revoca della cittadinanza in caso di gravi reati di terrorismo. Fonti di governo spiegano che i tecnici sono ancora a lavoro e che eventuali modifiche potrebbero essere apportate fino all’ultimo minuto utile, oltre a non escludere che modifiche possano essere introdotte oggi in cdm.

Ma Salvini sarebbe intenzionato a tenere duro, portando a casa le misure così come sono: sui capisaldi del dl nessun passo indietro, il mantra che viene ripetuto dai suoi più stretti collaboratori. Eppure la parte del decreto che tocca il tema dell’immigrazione rischia di creare più di una grana nell’alleato di governo, il M5S. Alcuni passaggi delle misure in arrivo -come l’abrogazione del permesso per motivi umanitari, le restrizioni all’acquisizione della cittadinanza, l’introduzione di permesso per casi speciali che può avere durata di un anno anziché due e la sostituzione del permesso per cure mediche- hanno acceso gli animi nei falchi e potrebbero creare non pochi problemi quando il dl approderà in Parlamento.

Migranti, la denuncia delle Ong

Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere (Msf) si dicono “sconvolte dall’annuncio da parte dell’Autorità marittima di Panama di essere stata costretta a revocare l’iscrizione dell’Aquarius dal proprio registro navale sotto l’evidente pressione economica e politica delle autorità italiane. Questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, che sono alla disperata ricerca di sicurezza – denunciano le Ong in un comunicato congiunto – ad annegare in mare e infligge un duro colpo alla missione umanitaria dell’Aquarius, unica nave gestita da una Ong rimasta per la ricerca e il soccorso nel Mediterraneo centrale”. Entrambe le organizzazioni chiedono dunque “ai governi europei di consentire all’Aquarius di continuare la sua missione, facendo sapere alle autorità panamensi che le minacce del governo italiano sono infondate o garantendo immediatamente una nuova bandiera per poter continuare a navigare”.

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