“La dignità è un diritto che spetta all’uomo libero,negato con prepotenza a tutti i detenuti”: così Pietro Ioia parla del suo libro “Cella zero”

E’ facile puntare il dito contro un detenuto. Pregiudizi e cattiverie scorrono a fiumi quando si parla di uomini e donne che hanno commesso degli sbagli e infranto la legge,additandoli come delinquenti soprattutto quando si tratta di persone appartenenti a ceti inferiori: solo disprezzo ed i peggiori trattamenti calpestando dignità e diritti propri di tutti gli esseri umani.

Agghiacciante il racconto di Pietro Ioia(ex detenuto,oggi Presidente dell’Ass. “EX-DON”)in occasione della presentazione del suo libro “Cella Zero-morte e rinascita di un uomo in gabbia” ospitato dalla bottega equosolidale “La Tienda”e accolto da tanti amici incuriositi dalla sua terribile esperienza. “La Tienda“,sita all’interno della Galleria Commerciale Forum Scarlatti(Via Solimena,143 Vomero NA)propone ai clienti prodotti per il commercio equosolidale ,ponendosi quale alternativa al commercio convenzionale e favorire una giustizia economica e sociale.

Ancora oggi,dopo ventidue anni di carcere di cui sette a Poggioreale,resto vicino alle famiglie dei detenuti che sconfortati dalla bufera che li ha travolti cercano una mano,una spalla,per poter affrontare e sopravvivere all’arresto di un proprio caro. Ma l’inferno non finisce qui:quello che mi fa rabbia sono le condizioni inumane a cui i detenuti sono sottoposti quasi fossero delle bestie: ricevo ogni giorno lettere di detenuti affetti da gravi patologie di saluto e chiedono aiuto affinché possano ricevere assistenza sanitaria che vedono negata o concessa dopo mesi di preghiere e sofferenze“.L'immagine può contenere: Pietro Ioia, spazio al chiuso

Insieme a Pietro Ioia,la Prof.ssa Daniela Morante(coordinatrice dello Spazio Giallo del carcere di Secondigliano):”Lo Spazio Giallo nel carcere è il luogo dedicato ai bambini. Qui gli operatori possono intercettarne i bisogni, accoglierli in uno spazio dedicato a loro, dove si preparano all’incontro con il genitore o decantano il disagio del distacco.L’esperienza dello Spazio Giallo è nata nel 2007 nel carcere milanese di San Vittore. Oggi la Rete di accoglienza è attiva in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Campania.
La presenza del Sistema Spazio Giallo nei tre istituti di Milano è l’elemento di continuità che costituisce il circuito di accoglienza del sistema penitenziario cittadino per le famiglie e i bambini.”

Presente all’incontro il Dott. Stefano Iorio(Amministratore “Cooperativa Rio”)per parlare del progetto “La scuola dei Mestieri”: “L’iniziativa è stata ideata per avvicinare gli inoccupati delle categorie svantaggiate,all’universo del lavoro,creando un ponte tra lo studio e il mondo del lavoro.Attraverso questo progetto la Cooperativa RIO s.c.a.r.l. intende far conoscere a tutti gli inoccupati tutto ciò che ruota intorno al mondo del lavoro,insegnando loro ad apprezzare l’arte dei mestieri capaci di trasferire le conoscenze anche nella creazione di attività gestite direttamente. Durante il percorso,sarà insegnato,non solo a conoscere un mestiere fatto di utensili terminologici e luoghi particolari ,ma aiuteremo loro a scardinare una mentalità che da anni ha evitato di proporre un futuro agli inoccupati. il Corso per chi supera la prova finale si completerà con lo Stage presso le aziende convenzionate finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato.Il corso è gratuito,patrocinato dall’Accademia Universitaria degli Studi Giuridici Europei e dal Centro Studi CTP”L'immagine può contenere: 3 persone, tra cui Stefano Iorio e Pietro Ioia, persone che sorridono, persone in piedi

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Segue l’intervento di Carmine Uccello(I volontari del carcere vi.vo):”L’associazione si pone accanto alle famiglie, con visite domiciliari e ascolto, per far sì che queste non si sentano abbandonate ed abbiano modo di condividere i loro problemi. Ma non solo, infatti, altro compito dei volontari, è quello di essere vicini ai detenuti tramite corrispondenza o visite all’interno delle carceri, offrendo sempre parole di conforto. 
L’impegno maggiore assunto da “Carcere VI.VO” è sicuramente la vicinanza alle famiglie dei detenuti, cercando con forza di includere nella società coloro che la società stessa tenta di escludere e far riacquistare dignità a chi l’ha perduta.Ogni anno viene organizzato uno spettacolo di beneficenza ed il ricavato viene devoluto interamente alle famiglie più bisognose. Il prossimo 9 novembre ci sarà lo spettacolo di quest’anno durante il quale si assisterà alle esibizioni di alcuni cantanti e comici napoletani.Gli spettacoli servono soprattutto a sensibilizzare la società dato che le richieste di aiuto sono tante e i volontari, da soli, non possono rispondere a tutte.”

a cura di Maria Parente

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