Crisi idrica nell’Alto Jonio, interviene la Senatrice Rosa Silvana Abate (M5S Senato)

«Il Comitato degli agricoltori, insieme alle istituzioni locali, mi hanno chiesto di lavorare al potenziamento della conduttura (con un bypass) che permetta ai limoneti di Rocca di non avere più problemi di approvvigionamento idrico ma la richiesta più forte che viene da loro è l’azzeramento dei vertici del Consorzio di Bonifica dell’Alto Jonio perché gli agricoltori non si sentono più rappresentati. Chiesta anche l’installazione dei misuratori di portata, per verificare la reale situazione dell’acqua erogata ed effettivamente ricevuta, oltre ad una serie di misure che servano a capire cosa sta succedendo all’approvvigionamento idrico di tutta la zona».

 

«Nei giorni scorsi – ha spiegato la senatrice Abate – sono stata a Rocca Imperiale su sollecitazione dei coltivatori della zona, riuniti nel Comitato degli Agricoltori, presieduto da Giovanni Margiotta e degli attivisti del Movimento 5 Stelle, abbiamo visitato i due invasi da cui si approvvigionano tantissime colture della zona. Una si trova al confine con la Basilicata, che serve una parte dei limoneti di Rocca Imperiale, e poi ci siamo recati in contrada Maddalena, per visitare un secondo invaso utilizzato sia per le colture che per l’uso potabile». Poi ci siamo recati nel monastero di Rocca per un incontro nel corso del quale sono stati esposti una serie di problemi lamentati dagli agricoltori. Da quello che è venuto fuori, la lamentela principale riguarda il fatto che i coltivatori ricevono dal Consorzio di bonifica una quantità irrisoria di metri cubi di acqua che non basta per l’irrigazione dei limoneti. Una situazione che non è più sostenibile soprattutto se collegata al fatto che non esiste un sistema di misurazione della portata di liquido ricevuto e che rende impossibile verificare quanto chiesto e quanto, oggettivamente, ricevuto. Ma non solo, la situazione è ancora più grave».

«Nelle scorse settimane avevo contattato telefonicamente il Consorzio di bonifica dei bacini dell’Alto Jonio Cosentino invitandolo a risolvere tempestivamente l’incresciosa situazione in atto onde evitare ulteriori problemi alle coltivazioni in corso non solo a Rocca ma anche in tutto l’Alto Jonio Cosentino e nella Sibaritide, area la cui economia si fonda su un tipo di agricoltura di qualità e a prevalenza biologica». La Senatrice Abate, infatti, era intervenuta sulla vicenda già agli inizi di agosto e lo stesso presidente del Consorzio di Bonifica, Marsio Blaiotta, la aveva rassicurato che il problema sarebbe già stato risolto poiché la Basilicata avrebbe ceduto e garantito alla Calabria l’erogazione di un flusso idrico pari a 150 litri al secondo da utilizzare per l’irrigazione viste che nelle zone lucane sono stati messi in funzione dei pozzi. «Ma dopo oltre un mese e mezzo – continua la Abate – i coltivatori mi dicono la situazione è rimasta la stessa. Sto verificando, altresì, attraverso una serie di frequenti contatti con gli attivisti e gli agricoltori dell’area se quanto dichiarato da Blaiotta trovi riscontro. La vicenda è all’attenzione del Governo, ci stiamo coordinando col sottosegretario di Stato alle Politiche agricole, Alessandra Pesce. È una situazione da risolvere immediatamente». «Nel corso dell’incontro – ha concluso la senatrice –  è stata chiesta l’installazione dei misuratori di portata, per verificare la reale situazione dell’acqua erogata ed effettivamente ricevuta, oltre ad una serie di misure che servano a capire cosa sta succedendo all’approvvigionamento idrico di tutta la zona. Il Comitato degli agricoltori, insieme alle istituzioni locali, mi hanno chiesto di lavorare al potenziamento della conduttura (con un bypass) che permetta ai limoneti di Rocca di non avere più problemi di approvvigionamento idrico ma la richiesta più forte che viene da loro è l’azzeramento dei vertici del Consorzio di Bonifica dell’Alto Jonio perché gli agricoltori non si sentono più rappresentati».

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