Rignano sull’Arno:la senatrice Teresa Bellanova riporta la sua riflessione sul PD

Risultati immagini per teresa bellanovaNon credo utile il rifugiarsi in categorie impolitiche o stilare elenchi di gioielli di famiglia per descrivere i nodi di una crisi che invece è tutta politica e di cui è improprio, e in parte anche disonesto intellettualmente, attribuire le cause esclusivamente a uno solo. E’ vero il contrario: che la crisi del centro sinistra è antica, testimoniata anche dai vari dolorosi passaggi che come comunità politica abbiamo vissuto, e affonda le sue ragioni anche nella difficoltà o incapacità, nel migliore dei casi e ad essere ottimisti, di cogliere fino in fondo le contraddizioni di quello che oggi chiamiamo contemporaneità, globalizzazione, finanziarizzazione, liberismo più o meno “neo”, sovranismo e populismo. Che sono categorie storiche, non naturali, e come tali vanno sottoposti a critica anche feroce.
Non è servito a molto rifugiarsi in analisi e soluzioni che facevano parte del nostro antico bagaglio quando intorno a noi il mondo cambiava vorticosamente ed emergevano soggettività nuove e nuove contraddizioni. Non voglio essere tranchant ma non credo che parlare di articolo 18 a un rider sia utile a farlo sentire più tranquillo sul suo futuro. Mentre è evidente la necessità di ampliare le nostre categorie concettuali per costruire uno stato sociale capace di farsi carico fino in fondo delle difficoltà, delle nuove precarietà e dei nuovi lavori, non per promettere chimere irrealizzabili a tutti ma per costruire prospettive avanzate sotto ogni punto di vista e combattere le precarietà.
E’ questo quello che io chiamo riformismo ed è questo quello che io credo sia mancato”.
Così la Senatrice Teresa Bellanova ieri sera a Rignano sull’Armo in una riflessione sul Partito Democratico.
“Dobbiamo avere il coraggio di dire la verità”, ha proseguito la Senatrice Bellanova, “una tra tutte riconoscere l’impossibilità, alla luce dei fatti, di un’alleanza politica e di governo con il Movimento 5Stelle perché non è assolutamente questa la strada attraverso cui riconquistiamo politicamente i voti che abbiamo perduto. L’analisi del voto è una cosa seria e anche quella dei nostri avversari. Noi dobbiamo essere capaci di tornare a parlare a quelle persone, capendo su quale terreno hanno scelto altro, e questo è un compito eminentemente politico. Così come dobbiamo avere cura, e sembra che questo non importi quasi più a nessuno, di tutti coloro – sono milioni – che invece hanno scelto di sostenerci e che non si riducono esclusivamente, come qualcuno cinguetta un po’ troppo smodatamente, ai quartieri alti romani.
In questi mesi di Governo non una questione seria è stata affrontata come sarebbe stato giusto, doveroso, necessario e responsabile. Abbiamo assistito ad una messe di vedremo-approfondiremo-valuteremo-troveremo sempre in cerca del nemico perfetto e di qualcuno su cui scaricare colpe e responsabilità, migranti ed Europa non da differenza. Perché l’obiettivo non è risolvere i problemi ma al contrario esasperarli il più possibile e soprattutto il prima possibile per guadagnare così ulteriori consensi. Questo non è il Governo che lavorerà per le soluzioni ma il Governo che tenterà di mantenere in vita quanto più possibile i problemi e le contraddizioni perché è questa la loro assicurazione a vita.
Il terreno su cui misurarci e rifondarci è esattamente questo. Prima lo capiamo e ce ne facciamo carico in modo condiviso come comunità politica al di là delle differenze che dovrebbero essere una ricchezza e un’occasione, meglio è”.

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