Radicali per il Mezzogiorno Europeo,l’Avv. Raffaele Minieri :” Il garante cittadino sarà il nostro punto di partenza”

L'immagine può contenere: 10 persone, tra cui Pietro Ioia, persone che sorridono, persone in piediL’allarmante situazione in cui versano le istituzioni carcerarie italiane ha richiamato l’attenzione ,sempre più pressante, di stampa e associazioni per portare alla ribalta le difficoltà in cui versano file interminabili di detenuti all’ombra delle mure carcerarie. In primis il sovraffollamento ma non solo: problematiche di diversa natura ,come ad esempio le scarsissime condizioni igieniche e sanitarie,meritano di essere portate all’attenzione di popolo e istituzioni per trovare insieme le soluzioni più adeguate per famiglie e detenuti ed alleviare il periodo di pena inflitta.

L’associazione “Radicali per il Mezzogiorno europeo” nella figura dell’Avv.Raffaele Minieri(membro di direzione nazionale di Radicali Italiani)si è fatto promotore di una fondamentale iniziativa che ha portato alla delibera comunale del garante cittadino dei detenuti. I Radicali, infatti, già da gennaio si sono impegnati con diversi tavoli all’esterno del carcere di Poggioreale e non solo, nella raccolta firme in calce a una lettera che sarebbe stata presentata a settembre al sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Luigi de Magistris e al consiglio metropolitano della città di Napoli. La delibera è stata approvata con largo anticipo anche grazie al sostegno dell’assessore Roberta Gaeta, garantendo all’associazione Radicali per il Mezzogiorno europeo un’importante vittoria politica in quanto le istanze contenute nella campagna sono state fatte proprie dalla giunta partenopea.L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono

Avv. Minieri,finalmente si può parlare anche per la città di Napoli del garante diritti dei detenuti cittadino. In particolare,quali sono le necessità che hanno sollecitato la delibera comunale di questa figura?”Dunque ,come è noto, la città di Napoli è provvista di quattro strutture di detenzione : Casa circondoriale di Napoli Poggioreale,Centro penitenziario di Napoli Secondigliano,Casa circondoriale femminile di Pozzuoli e istituo penale per i minorenni di Nisida. E’ chiaro che la presenza di queste strutture carcerarie coinvolge tutti i servizi della città, i trasporti per esempio. Di conseguenza la città metropolitana risente dell’esigenza di rapportarsi con le difficoltà riscontrate da detenuti e familiari,è impossibile non tenerne conto. Ed ecco di cosa, principalmente, andrà ad occuparsi Il garante cittadino dei detenuti : il suo operato dovrà necessariamente migliorare questi aspetti oltre alle questioni già gravi che caratterizzano Poggioreale. Inoltre c’è da sottolineare anche la peculiarità di una regione come la Campania dove ci sono tantissimi istituti di detenzione, alcuni lontanissimi dalla città di Napoli, pensiamo a Sant’Angelo dei Lombardi che dista varie ore da Napoli come da Avellino. Questo dimostra la difficoltà di gestione dell’intero universo carcerario e noi speriamo in un rafforzamento degli organi di vigilanza, controllo e supporto per le esigenze dei detenuti . Un’unica figura che rispondesse a tutte queste esigenze ci sembrava limitante rispetto alle problematiche  riscontrate nella città di Napoli e il territorio circostante. Sulla base di ciò noi del partito Radicali per il Mezzogiorno d’Europa abbiamo voluto portare avanti questa proposta, lavorando duramente e raccogliendo firme durante lo scorso inverno. Siamo orgogliosi che sia stata accolta e recepita dall’amministrazione comunale ovviamente è importante il criterio che verrà applicato per la selezione della persona che ricoprirà il ruolo. Attualmente punto di riferimento per detenuti e famiglie è Pietro Ioia(capo dell’ass. EX-DON) o ad esempio Fabrizio Ferrante( Presidente dell’associazione Radicali per il Mezzogiorno): uomini che hanno a cuore la causa e soprattutto già conoscitori delle vicende interne del carcere”

Nel concreto,qual è la differenza che intercorre tra Garante dei detenuti regionale e quello cittadino? “La persona che ricoprirà il ruolo di garante dei detenuti cittadino affiancherà,senza sostituirsi,il garante regionale attualmente nella persona del Dott.Samuele Ciambriello. Quello che noi auspichiamo è fornire al Dott.Ciambriello una figura di supporto ma che al contempo goda anche di una certa autonomia per proporre iniziative ed è per questo che siamo attenti a seguire l’iter di scelta della persona che occuperà il ruolo. Il nostro obiettivo ,comunque,è scongiurare il rischio che il garante cittadino venga relegato a “mera figura istituzionale”.

Urge quindi un dialogo con le Istituzioni. Avv. Minieri,le domando: è possibile?“Decisamente si,le disfunzioni all’interno del carcere di Poggioreale meritano più di un occhio di riguardo. Le dirò,Un altro piano su cui,in passato, cercammo di avere un dialogo con il Dott. Antonio Fullone(ex direttore del carcere di Poggioreale)per trovare un canale di collegamento tra familiari e isituzioni per tutte quelle necessità che potrebbero avere risposta attraverso l’ufficio delle relazioni che spiegava o comunque seguiva i familiari di coloro che erano alle prese con la prima esperienza carceraria. Sulla base di questa esigenza sentita a livello territoriale è partita la nostra mobilitazione. Nei prossimi mesi ci impegneremo affinché ci sia un incontro tra vari soggetti istituzionali quindi carcere,garante regionale,avvocati e familiari dei detenuti per dare vita ad un confronto strutturato e rilevanza ai bisogni dei detenuti e delle loro famiglie.”

Voi dell’ass. “Radicali per il Mezzogiorno d’Europa”vi recate spesso nel carcere di Poggioreale per effettuare visite ispettive , mi rivolgo a lei Dott.ssa Meraviglia: ad oggi come descrive la detenzione in quel di Poggioreale? “Dunque,la nostra ultima visita ispettiva risale al 2 aprile 2018 ed il numero di detenuti ammontava a 2.193 pur sapendo che la capienza limite corrisponde a 1.659. Al 31 luglio 2018 sono 2.256 ,più cento rispetto al mese di aprile. C’è di più,non sono solo i detenuti a pagare le pene, l’organico della polizia penitenziaria ha difatti risentito di fortissime riduzioni: a Poggioreale,ad esempio su 911 regolamentari ne sono presenti 621. Presenza fondamentale sarebbe quella degli educatori poiché se la pena è rieducativa dovrebbero essere impiegate più persone nel ruolo(solo a Poggioreale sono presenti solo 20 educatori). La direttrice  dell’istituto penitenziario di Poggioreale, la Dott.ssa Marialuisa Palma, in occasione della nostra ultima visita ci ha prospettato un piano d’azione che ricopre il periodo da aprile a dicembre 2018 e ci auguriamo che i progetti vengano realizzati. Sarebbe opportuno quindi che i posti d’impiego lavorativo (ad oggi sono 200 posti su 2300 detenuti) vengano implementati e garantire ad un numero maggiore di detenuti una formazione adeguata dal momento in cui ,scontata la pena,tornano in libertà.”

L'immagine può contenere: 3 persone, tra cui Pietro Ioia, persone in piedi e spazio all'aperto

Qualche settimana fa l’On. Rita Bernardini (membro coordinatore della Presidenza del Partito Radicale )durante un incontro, assieme a Sergio D’Elia di Nessuno tocchi Caino, si è espressa con favore riguardo l’adozione dei braccialetti elettronici quale misura alternativa alla carcerazione. Avv. Minieri,lei cosa ne pensa?”Le ipotesi alternative alla carcerazione sono sempre auspicabili per contrastare il sovraffollamento però sarebbe giusto immaginare un disegno più generale rispetto ad un’unica soluzione. Storicamente il braccialetto elettronico è sempre stato un problema perché non ce ne sono mai in numero sufficiente e vige al riguardo una tendenza molto restrittiva alla concessione . Comunque il problema del carcere non è limitato alla questione del sovraffollamento. Piuttosto, riterrei opportuno una revisione del sistema punitivo italiano: è impensabile che per ogni tipologia di reato sia prevista la medesima pena ,che si parli di truffa o di un omicidio reati profondamente diversi ma per cui il nostro ordinamento prevede esclusivamente la reclusione. Personalmente auspico un’opera di radicali depenalizzazioni su alcuni reati, tutta la disciplina sulle droghe andrebbe rivista concretamente poiché oggi è il primo motivo di reclusione, in particolare nell’ Italia meridionale.”

a cura di Maria ParenteL'immagine può contenere: testo

 

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