La Sen. Teresa Bellanova stasera a Piombino sul tema “Nuove prospettive per la siderurgia”

“A chi preferisce alimentare a dismisura il conflitto tra lavoro e impresa io dico senza pensarci nemmeno una volta: io sto con il lavoro e dunque con l’impresa, e con quel lavoro che produce cose e insieme alle cose saperi, competenza, qualità, identità, vocazioni, futuro.
E dunque alla domanda che stasera affronteremo a Piombino se può esistere un’industria senza l’acciaio io dico attenzione: senza l’acciaio italiano la nostra industria, e dunque l’Italia, perde competitività e posizionamento. Il nostro compito (nostro come forza politica e come classe dirigente) è proprio nell’ accompagnare, sostenere e imporre politiche per una produzione di qualità e per il posizionamento verso i piani alti dei mercati. Non è una nostalgia del passato (e sì che Piombino potrebbe anche tentarci) ma una necessità del presente e una domanda ineludibile, se siamo ancora intenzionati ad averlo, del nostro futuro”.
Così la Senatrice Teresa Bellanova, capogruppo Pd in Commissione Attività Produttive, nell’intervento pubblicato oggi sul sito di Democratica a proposito dell’incontro cui parteciperà stasera a Piombino nell’ambito della Festa dell’Unità sul tema “Nuove prospettive per la siderurgia”.
“La domanda, per nulla banale, che arriva dalle cose”, questo un altro passaggio dell’intervento, “suona pressapoco così: si può discutere di politiche industriali e del loro futuro nel nostro Paese senza parlare di acciaio e di quella dorsale manifatturiera d’eccellenza, meccanica e meccanica fine tanto per intenderci, che oggi ha intorno a sé un deserto di interlocuzione politica? Ed esiste un’industria senza l’acciaio?
Questa domanda, con tutto quello che comporta, noi non possiamo eluderla né bypassarla. Neanche se pensassimo, e molti di noi infatti lo pensano, che nel presente e nel futuro del Paese dovrà esserci sempre più spazio per i servizi e segmenti come il turismo, l’immateriale, l’agroindustria, la gastronomia, la valorizzazione delle eccellenze culturali e territoriali.Risultati immagini per teresa bellanova
Sarebbe però uno sbaglio enorme che pagheremmo a carissimo prezzo nutrire il conflitto tra segmenti produttivi e mandare alle nostre imprese minacciosi segnali conflittuali.
Perché non si può immaginare un lavoro di qualità senza un’impresa di qualità e perché tenere insieme crescita e inclusione, e dunque anche le diverse territorialità del Paese ad iniziare da quella cruciale nord-sud,  è la strada complicatissima e obbligata da cui passa la possibilità del nostro Paese di continuare a contare qualcosa in Europa e nel mondo”.

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