Riforma pensioni 2018/ Di Maio sugli assegni d’oro: “Via i privilegi”. I dubbi della Lega

Un nuovo fronte caldo per il governo rischia di aprirsi a breve sul tema delle cosiddette pensioni d’oro. Se Luigi Di Maio con un post su Facebook ha annunciato che “tra poco le pensioni d’oro senza i contributi versati saranno solo un ricordo”, lo stesso convincimento sulla bontà di un’operazione di questo genere non è condiviso dall’alleato leghista. Come riportato da Huffington Post, infatti la Lega nutrirebbe diversi dubbi sul metodo di ricalcolo annunciato da Di Maio, secondo cui i pensionati “dovrebbero prendere di pensione in base ai loro contributi versati”. Tutto sembra filare liscio ma Repubblica avvisa: il discorso non è così semplice come sembra e avvisa che il progetto di legge:”non calcola la differenza tra contributi versati e contributi ricevuti, ma si limita a ricalcolare l’età della pensione di vecchiaia secondo una tabella calcolata oggi sulle speranze di vita attuali, compiendo così una penalizzazione sul metodo retributivo”. Risultati immagini per elsa fornero

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI ELSA FORNERO

Elsa Fornero ritiene che la proposta di legge sulle pensioni d’oro di Lega e M5s sia in contrapposizione con l’idea di introdurre Quota 100e e Quota 41. “Da una parte con il disegno di legge si vuole valorizzare il metodo contributivo, applicandolo al passato. Dall’altra, con il presunto smantellamento della Fornero, si ribadiscono ‘diritti acquisiti’ scarsamente compatibili con il nuovo metodo. Con la Quota 100 o con il diritto alla pensione dopo 41 anni, i pensionati godranno di pensioni relativamente generose perché calcolate in base al metodo retributivo. Per assurdo, si riportano indietro le lancette dell’orologio e si ripristina la pensione di anzianità indicata come una delle gravi anomalie italiane”, spiega l’ex ministra del Lavoro a Repubblica.

Dal suo punto di vista, la strada giusta per correggere la riforma delle pensioni del 2011 che porta il suo nome è quella già “intrapresa con l’introduzione dell’Ape social e volontaria. Si tutelano così le persone in stato di bisogno e si dà la possibilità a chi vuole, e a sue spese, di lasciare prima il posto di lavoro”. Fornero ha anche spiegato che le vere priorità del Paese sono “il lavoro e i giovani”, non la contro-riforma delle pensioni. L’ex ministra ritiene anche che se il taglio delle pensioni d’oro penalizzerà le donne è perché si segue la logica per cui “chi è in pensione può svolgere servizi di assistenza in famiglia. È un atteggiamento sottilmente discriminatorio e contrario al principio di uguaglianza. Lasciare prima il lavoro per la platea femminile può sembrare un vantaggio: in realtà vuol dire assegni più bassi per donne che rimangono poi sole e con un reddito insufficiente”.(fonte ilsussidiario.net)

 

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