Vaccini, polemica sul rinvio al 2019

Non si placa la polemica sul tema dei vaccini dopo che il Senato ha approvato un emendamento della maggioranza al decreto Milleproroghe che fa slittare all’anno scolastico 2019-20 l’obbligo di presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione nella scuola d’infanzia e negli asili nido.

Una bufera che la ministra Giulia Grillo ha provato a calmare assicurando che non c’è stato nessun passo indietro sull’obbligo vaccinale. I bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni. È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne. La ministra ha specificato anche che gli immunodepressi verranno inseriti in classi di bambini vaccinati.

“La proroga dell’obbligo vaccinale è un passo indietro. Lavoriamo perché non passi in Parlamento, altrimenti siamo pronti a ricorrere alla Consulta, perché la Sanità non è una materia esclusiva di competenza dello Stato”. Antonio Saitta, assessore alla Sanità della Regione Piemonte e  Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni, ha lanciato un invito al ministro Grillo ad ascoltare le Regioni. “Vogliamo essere sentiti, serve una intesa con le Regioni”.

Altre critiche politiche sono arrivate in giornata dal Pd, con Matteo Renzi che dice che “questo governo scherza col fuoco” e il segretario dem Maurizio Martina che rincara: “Il diritto alla salute dei bambini non si rinvia”. Contraria anche Forza Italia, con il senatore Francesco Giro che annuncia: “Mi consulterò con gli avvocati per verificare se vi sono le condizioni per denunciare, in sede penale, questi irresponsabili di attentato alla salute pubblica”.

a cura di Alessia Reitano

 

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