Il musicista Tony Cercola ospite al “Napoli Expò Art Polis”: la ritmoterapia per prevenire il disagio giovanile

Protagonista del salottino di”Napoli Expò Art Polis“,lunedi 6 agosto, presso Palazzo delle Arti di Napoli è il percussionista italiano Tony Cercola : nasce artisticamente negli anni settanta nell’ambito del cosiddetto Neapolitan Power di cui famosi esponenti sono stati Edoardo Bennato, Eugenio Bennato e Musicanova, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Pino Daniele, al fianco dei quali Tony Cercola esordì con i suoi tamburi e le sue buattelle (strumenti a percussione creati con scatole di vario genere, strumenti “poveri” creati, in alcuni casi, dal Cercola stesso) arricchendo le sonorità dei suoi colleghi napoletani. Oltre a vantare una carriera “ricca e longeva” di importanti duetti e collaborazioni, insieme con Daniela Wollmann ,Paola Mennillo e la partecipazione della cantante di flamenco Rosarillo  ,Tony racconta del suo importante progetto che sta portando avanti con uno scopo ben preciso ovvero prevenire il Bullismo ed il Disagio Giovanile grazie alla ritmoterapia.

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Dunque,Maestro,quali sono i risultati che ha riscontrato praticando la ritmoterapia ed in particolare nei confronti di ragazzi con difficolta motorie? “Il mio Progetto consiste nello stimolare nei bambini e ragazzi il ritmo che naturalmente abbiamo; lo stesso che ci accompagna fin dalla nascita, spesso nervosamente usato. In questo caso l’esperto/insegnante diventa un veicolo di energia positiva ritmo-melodica. In tal modo si crea una sinergia di ritmo terapia: difatti mediante l’utilizzo del gioco musicale anche il bambino più timido o introverso ha la possibilità di potersi esprimere liberamente. In questo appuntamento al Palazzo delle Arti di Napoli ho parlato al pubblico di Rocco,un ragazzo con problemi motori e legati alla postura. Certamente la ritmoterapia non fa miracoli ma ripretendo determinati esercizi con frequenza costante le difficoltà motorie presentate dal ragazzo riescono pian piano a ridimensionarsi. Rocco,ad esempio,non riusciva a contare e grazie agli esercizi ritmici e utilizzando uno strumento musicale è arrivato a contare fino a dieci. Posso affermare che i risultati sono evidenti ma è importante anche la propensione che il ragazzo ha nei confronti della musica: il risultanto è tanto più positivo se riesce ad innamorarsi della musica stessa e degli strumenti.”

Lei nasce artista e la sua carriera ne è la testimonianza. Ma come descriverebbe l’arte dagli occhi di un ragazzo moderno? “I giovani di oggi sono superificiali,è doveroso prenderne atto. Non intendo generalizzare ma,per molti,se l’arte esistesse o meno sarebbe del tutto irrilevante. Non sono appassionati,dedicano il loro tempo alla tecnologia ed ai social senza avere minimamente la concezione di cosa sia l’arte ed è per questo che sono fermamente convinto del fatto che per avvicinare i giovani all’arte sia necessario che l’artista “trasmetta” tutta la sua passione e le conoscenze ai giovani e se riesce nel suo intento ,potrà vantarsi di una grande vittoria: perché tutti i sacrifici e le fatiche per raggiungere il successo non devono morire nell’artista ma vivere e brillare negli occhi di tutti i giovani del mondo.”

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Con il suo ultimo album intitolato Patatrack!si evince l’ idea di unire musicalità che richiamano le sue origini a musicalità internazionali: da cosa nasce questo preciso intento? “Questo lavoro nasce dall’idea,come già le ho accennato,di trasmettere ai giovani i miei brani e lasciarli liberi di interpretare,senza alcun condizionamento. Più precisamente, “Patatrack!”è sinonimo di un dialogo con i  giovani musicisti del Sud del mondo:da Eugenio Bennato in “Tiemp’ tiemp’”, Mimmo Cavallo e la brasiliana Lea Costa in “Ojos”, l’argentina Rosarillo in “Mi opio e Compasion”. Diversi gli esordienti incontrati da Tony Cercola in giro per i locali partenopei, con lo stupore di scoprire che i giovani musicisti riarrangiano e suonano la sua musica, tra questi: i napoletani Malacrjanza (in “Babbasone”), i catanesi Original Sicilian Style (in “Nera nera”), la romana Roberta Albanesi (in “Patatrac”), il siracusano Ugo Mazzei ( in Compasion e “‘E caì ‘e caì”), il libico Esharef Ali Mhagag (in “Pila pila”), il romano Paky Palmieri e il senegalese Laye Ba (in “Lumumba”), gli italo- spagnoli Max Russo and Divinos (in “Mambo rai”), i romani Wireframe (in “Song Inspiration”). Il disco è stato scritto e arrangiato con Gino Magurno.”

Ph credits: Bruno Ciniglia

a cura di Maria Parente

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