Migranti: in quattro annegati dopo tuffo da barcone a Linosa

In attesa che si concludano le verifiche negli ospedali per controllare che i 4 scomparsi in mare alla fine non ce l’abbiamo fatta, la mobile ha ricostruito così i fatti. All’arrivo vicino Linosa si è avvicinata una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti si aspettavano di essere soccorsi. Ma si attendeva. Era in pieno atto lo scontro internazionale su chi dovesse accogliere i profughi. E loro si sono buttati nel tentativo di raggiungerla a nuoto. In 34 da due motovedette della Capitaneria di Porto ed una della Guardia di Finanza, sono stati ripresi dal mare. Un vero e proprio equipaggio, con comandante (con precedenti per traffico di esseri umani), motoristi e marinai, quello degli scafisti fermati ieri a Pozzallo. Al termine di giornate serrate di interrogatori la squadra mobile di Ragusa è riuscita a ricostruire le ultime fase di quel barcone partito da Zwara che, ignorato da Malta, è giunto in prossimità di Linosa con 450 migranti a bordo. 

Era in pieno atto lo scontro internazionale tra il nostro governo e l’Europa su cosa fare di quei migranti. Secondo le prime indiscrezioni, l’equipaggio formato da libici, siriani, egiziani e tunisini, era di tipo professionale. Lo stesso comandante era già stato arrestato nel 2004 sempre per traffico di esseri umani. L’ipotesi è che dopo il blocco dei gommoni, i trafficanti, per non perdere i soldi estorti ai migranti per il viaggio, abbiano approntato alla svelta il barcone che, però, per essere guidato ha bisogno di mani esperte. E dunque sono dovuti salire a bordo i trafficanti.(fonte corriere della sera)

a cura di Alessia Reitano

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