Cottarelli: «Possibile governo politico»

«Sono emerse nuove possibilità per la nascita di un governo politico. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, ha indotto il premier incaricato, d’intesa con il presidente della Repubblica, ad attendere gli eventuali sviluppi». Questo l’esito del colloquio informale di mercoledì mattina al Colle tra Carlo Cottarelli e Sergio Mattarella. Ma proprio colui che è stato indicato come il possibile presidente del Consiglio di un esecutivo M5S-Lega, Giancarlo Giorgetti, frena le voci definendole «fantasiose»: «Non si poteva tre giorni fa, non vedo come si possa oggi» afferma il capogruppo del Carroccio alla Camera.

Le turbolenze dello spread e delle Borse europee, la richiesta di voto anticipato e l’intenzione dei 5 Stelle di far ripartire la formazione di un governo con la Lega smorzano – da un lato – l’ipotesi di un esecutivo di transizione fino a nuove elezioni. Mentre la bocciatura, da parte di Salvini, della proposta di Di Maio di riannodare i fili della trattativa con Mattarella, suggerisce – dall’altro lato – che il ritorno alle urne sia più probabile del ripescaggio di una maggioranza “carioca”. Anche perché Salvini ha detto e ripetuto che non rinuncerà mai al nome di Paolo Savona all’Economia, che aveva già fatto saltare il primo tavolo. «Non ostacoleremo soluzioni rapide per affrontare le emergenze» comunica la Lega, ma l’obiettivo è «ridare la parola agli italiani il prima possibile».«Ci sono due strade – osserva ancora oggi Di Maio -: far partire il governo Conte o elezioni subito». Cottarelli potrebbe dunque rimettere il mandato, per concedere un’ultima chance ai “gialloverdi”; oppure affrontare un voto di fiducia in Parlamento dall’esito scontato, che aprirebbe ufficialmente l’iter per le politiche in autunno.

Salvini: «Di Maio riapre? Non siamo al mercato»

Salvini abbraccia decisamente l’opzione del voto anticipato e si appella direttamente a Mattarella: «Presidente, ci dia la data delle elezioni e gli italiani faranno giustizia in cabina elettorale di quello che è successo in queste settimane». «Quello che non ci hanno fatto fare adesso lo faremo a furor di popolo tra due, tre mesi – aggiunge il leader leghista in comizio a Pisa -. Speriamo non a fine luglio, perché ci sono le sacrosante ferie degli italiani, ma prima si vota meglio è». E respinge l’invito di Di Maio a riprendere in mano il “contratto”: «Non siamo al mercato ed è anche una questione di dignità, non svendiamo l’Italia». Escludendo categoricamente il Pd, Salvini guarda già alle alleanze: «Andremo al voto con chi sostiene il nostro programma – annuncia -, se non cambiano alcune regole europee è finita» . I toni in effetti sono, o meglio restano, da campagna elettorale: «Ci è stato detto no perché a qualcuno a Bruxelles non siamo simpatici – sostiene -. Dobbiamo essere liberi, i tedeschi si facciano gli affari loro, all’Italia pensiamo noi». Salvini ha lanciato anche una raccolta firme, domenica prossima nelle piazze italiane, per la legge di iniziativa popolare sull’elezione diretta del capo dello Stato: «Tanto fa quello che vuole lo stesso, e allora tanto vale che lo eleggano i cittadini».

a cura di Maria Parente

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