Mattarella, minacce di morte sui social. Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, indagato per Quirinale-Bastiglia

Insulti e minacce contro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: la polizia postale monitora il web per segnalare all’autorità giudiziaria dichiarazioni che configurino reati. E intanto Vittorio Di Battista, padre del pentastellato Alessandro Di Battista, risulta indagato, secondo quanto scrive il Messaggero. Un fascicolo è stato aperto nei giorni scorsi per offese al prestigio e all’onore del presidente della Repubblica per un post pubblicato quando già Mattarella aveva dato l’incarico a Giuseppe Conte, ma prima che il caso Savona facesse crollare tutto: “Mister Allegria, fai il tuo dovere e non avrai seccature”, aveva scritto il padre di Alessandro Di Battista, aggiungendo che il Quirinale avrebbe potuto trasformarsi nella Bastiglia.

Nell’inchiesta della postale a livello nazionale sono confluite varie minacce postate sui social al capo dello Stato, a cui qualcuno a persino augurato di fare la fine del fratello, Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia nel 1980. Toni simili quelli dei commenti sulla pagina Facebook “Mattarella non è il mio presidente”, mentre su Twitter gira l’hashtag #ilmiovotoconta” contrapposto a quello di chi si schiera a favore del capo dello Stato nel nome di #iostoconmattarella.

Il presidente della Repubblica incassa il sostegno del Pd, che ha indetto per venerdì primo giugno una contromanifestazione rispetto alla mobilitazione del 2 giugno del Movimento 5 stelle e del 2 e 3 giugno della Lega. Anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e quello della Cei, Nunzio Galantino, danno il loro appoggio a Mattarella, che riceve anche il plauso del presidente francese, Emmanuel Macron, e del New York Times, che aveva usato toni duri per il mai nato “governo populista” giallo-verde.

Intanto, l’inchiesta sulle minacce sul web va avanti. E rischia anche Vittorio Di Battista, che il 23 maggio aveva scritto un post, poi censurato da Facebook, senza mai citare esplicitamente Mattarella: “È il papà di tutti noi. È quello che si preoccupa di varare un governo. È quello che ha avallato la legge elettorale che impedisce di varare un governo. Poveretto, quanto lo capisco. (…) Per questo mi permetto di dargli un consiglio a costo zero. Vada a rileggere le vicende della Bastiglia, ma quelle successive alla presa. (…) Quando il Popolo di Parigi assaltò e distrusse quel gran palazzone, simbolo della perfidia del potere, rimasero gli enormi cumoli di macerie che, vendute successivamente, arricchirono un mastro di provincia. Ecco, il Quirinale è più di una Bastiglia, ha quadri, arazzi, tappeti e statue, Se il popolo incazzato dovesse assaltarlo, altro che mattoni. Arricchirebbe di democrazia questo povero paese e ridarebbe fiato alle finanze stremate”. Il post era stato rimosso da Facebook e Di Battista senior si era giustificato con amici e follower dicendo che non era sua intenzione fare marcia indietro.

a cura di Vincenzo Catapano

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