Governo, Carlo Cottarelli oggi al Colle con la lista dei ministri

Nel giorno in cui Carlo Cottarelli tornerà al Quirinale per consegnare la lista dei ministri al presidenteSergio MattarellaMatteo Salvini attacca il “90 per cento dei giornali italiani” bollando come“fesserie, roba da regime” la tesi secondo cui la Lega per prima non volesse andare al governo per tornare subito alle urne”. In un’intervista a Rai Radio1, il leader del Carroccio afferma che “per mesi i giornali ci hanno offeso”. Ora però, con le urne subito dopo l’estate sono a un passo, il segretario della Legaparla già di alleanze. E dopo aver ottenuto il “no” di Forza Italia al governo dell’ex membro del Fondo monetario internazionale, non assicura comunque l’alleanza con Silvio Berlusconi, nonostante Renato Brunetta lo inviti “a tornare a casa” spiegando di considerare quello con Di Maio “un innamoramento passeggero” e anche Giorgia Meloni lo inviti “a scegliere” perché “il centrodestra unito è maggioritario”.

Ma Salvini mette nuovi paletti: “Dipende dai programmi. Se dicono che l’Europa non si tocca – ha aggiunto – io non posso allearmi”. E sul fronte pentastellato, Riccardo Fraccaro spiega che il contratto steso con la Lega “è il punto di arrivo di 6 anni di lavoro” e da lì bisogna ripartire” dicendosi “curioso di vedere che cosa succederà nel centrodestra e se Salvini sceglierà il ritorno al passato o un passo verso il futuro“. Il segretario del Carroccio rilancia anche la candidatura di Paolo Savona, sul cui nome si è arenata la partenza del governo con il M5s: “Mi piacerebbe moltissimo candidarlo. Ho incontrato una persona di assoluto spessore, rigore morale, onestà e idee chiare – dice – Non saremmo andati in Europa a fare casino, ma finalmente dicendo che siamo l’Italia. Non so, però, se dopo le traversie di queste settimane ne avrà voglia”.

Sul fronte Pd, tornare a parlare Matteo Renzi. Per l’ex segretario, intervenuto a Radio Capital, Salvini e Di Maio “da 85 giorni tengono in ostaggio l’Italia e non hanno combinato niente, non perché Mattarella ha detto no su un ministro, ma solo perché la marea di promesse fatte era troppo alta per poter essere rispettata. Hanno avuto paura e si sono inventati l’alibi di Savona. Stanno giocando sulla pelle degli italiani. Se sale lo spread è colpa di questi due”. Per questo lancia l’idea di un “fronte ampio” che contrasti i due partiti: “Dobbiamo andare a prendere i voti dei delusi, anche i voti di Forza Italia, certamente. Ma anche chi ha votato sinistra radicale, 5Stelle o Lega e si è pentito di averlo fatto”, spiega aggiungendo i “punti fermi” dell’ipotetica coalizione: ” L’Europa, i vaccini, la difesa delle istituzioni e del presidente della Repubblica”.

a cura di Alessia Reitano

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