“Loro 2” al cinema: trailer e recensione del film di Sorrentino

Paolo Sorrentino conclude il suo ritratto cinematografico di Silvio Berlusconi con Loro 2, film che si addentra ancora di più nel mondo e nelle insicurezze dell’imprenditore e politico. Nella seconda parte dell’imponente opera cinematografica si mostra il protagonista alle prese con la paura della morte, persone che vogliono sfruttare la sua posizione e ambizioni personali e professionali difficili da realizzare.

INASPETTATA TRISTEZZA. Dalla fine del matrimonio tra Silvio e Veronica Lario ai commenti spietati delle giovani invitate alle feste che lo associano al proprio nonno, fino al colpo di genio del regista che fa riflettere il protagonista in Ennio Doris o lo porta a parlare direttamente al pubblico con una televendita rivolta a una casalinga genovese che rappresenta però l’Italia intera, il lungometraggio dà spazio alla solitudine e all’inaspettata tristezza che contraddistinguono i tentativi inutili, e al limite del patetico, di un uomo che vuole sfuggire alla propria decadenza, non solo fisica.

Sorrentino cerca di allontanarsi dai giudizi morali e politici rimanendo piuttosto ancorato all’immagine di persuasore e di vincente, svelandone il vuoto e la fragilità personale che si celano dietro l’apparenza, dando inoltre il doveroso spazio alla fine di un matrimonio. Toni Servillo, inoltre, mette a frutto il suo talento per dare volto a tutte le sfumature del complesso ruolo, ormai circondato da un alone mitologico, che gli è stato affidato, riuscendo nel compito quasi impossibile di umanizzare una figura ormai segnata da decenni di commenti, imitazioni e analisi.

CONTRASTI METAFORICI. L’intero cast, tuttavia, appare gestito con sapienza dal filmmaker e valorizzato da una messa in scena non priva degli eccessi a cui ci ha abituato il regista napoletano, che gioca con intelligenza con luci e ombre e sfrutta le location scelte per creare una struttura fisica intorno ai personaggi che, di volta in volta, è in grado di proporre contrasti metaforici o ne sottolinea i comportamenti sopra le righe.

UN UOMO SIMBOLICO. Loro 2 trova il modo, pur appesantito in alcuni punti da scelte registiche e narrative, di offrire il ritratto di un solo uomo per parlare dell’intera società, delle conseguenze della corruzione economica e spirituale e della tragicità dell’avvicinarsi alla conclusione della propria vita senza avere il coraggio di accettare la mortalità e i limiti dell’ego. Loro, nella sua totalità, non è un’opera semplice e nemmeno perfetta, ma efficace nel raggiungere l’obiettivo alla base del progetto e alimentare un cinema italiano troppo spesso sostenuto solo da commedie prive di originalità e di un approccio artistico ispirato e unico.

a cura di Alessandra D’AGostino

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