GOVERNO, COMPROMESSO NEL CENTRODESTRA: SALVINI NON MOLLA BERLUSCONI MA NON DA’ L’OK AL GOVERNO DEL PRESIDENTE

Vertice del centrodestra a Palazzo Grazioli in vista dell’incontro con il presidente Sergio Mattarella per l’ultimo giro di consultazioni. Tra i partecipanti anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Forza Italia respinge il tentativo di Luigi Di Maio di spaccare la coalizione e ribadisce di non essere disponibile a dare un appoggio esterno a un esecutivo Lega-cinquestelle. Dice no anche all’ipotesi di un governo del presidente. A ribadirlo è Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia molto vicina a Silvio Berlusconi. “Ieri sera si è ribadito che il centrodestra è unito nel dire no a un governo del presidente. Oggi andremo al Quirinale a chiedere che il governo venga dato al centrodestra, con incarico a Salvini o a un altro esponente della coalizione che Salvini indicherà”, dice a Radio Capital. Se non passa questa linea non c’è altra soluzione che tornare alle urne. “Foza Italia non è disponibile a un appoggio esterno – aggiunge Ronzulli –  L’ipotesi di Di Maio non è stata presa in considerazione. Se Forza Italia non va al governo va all’opposizione. Ma se questo accade significa che il centrodestra si è rotto. Salvini ha ribadito la sua fedeltà alla coalizione, ovvero a 12 milioni di elettori. Di Maio ha fatto l’ultimo tentativo di spaccare il centrodestra. Ma è stato respinto”.

Governo, centrodestra: fumata nera nel vertice Lega-Berlusconi

Si e’ concluso in un nulla di fatto il vertice del centrodestra convocato alla vigilia del terzo e ultimo giro di consultazioni al Quirinale. I leader dei tre partiti della coalizione hanno deciso di rivedersi domattina presto prima di salire al Colle. In ballo c’e’ la tenuta dell’alleanza, davanti alle differenti posizioni manifestate anche negli ultimi giorni.

Governo: centrodestra diviso, sforzo ricucitura ‘last minute’

Matteo Salvini avrebbe ribadito anche a Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni l’apprezzamento fatto trapelare in giornata per le dichiarazioni di Luigi Di Maio che, dopo settimane di trattativa, ha fatto l’atteso passo indietrorispetto le sue ambizioni sulla premiership e ha tenuto aperta la porta di un governo politico con la Lega. Un’ipotesi, quest’ultima, per la quale il segretario leghista non avrebbe nascosto di propendere ma che ha come conditio sine qua non – posta dai pentastellati – che Forza Italia stia fuori dall’esecutivo o al massimo dia un appoggio esterno. Eventualita’ che Berlusconi ha ribadito di osteggiare. Salvini avrebbe poi anche confermato il suo ‘no’ a un governo del presidente, spiegando che per la Lega l’unica alternativa al governo coi 5 stelle sarebbe tornare a votare. Le tesi del leghista non avrebbero pero’ ancora convinto il presidente di Forza Italia, scettico rispetto all’ipotesi di dare il via libera a un governo coi 5 stelle e contrario ad andare al voto. Nel campo azzurro si sarebbero, invece, abbassate negli ultimi giorni le quotazioni sull’ipotesi di un governo del presidente: scenario che Berlusconi non avrebbe osteggiato fin dal 5 marzo. Ma che avrebbe perso consensi nel momento in cui il leader leghista ha confermato la sua contrarieta’ e quindi un’eventuale adesione di FI avrebbe comportato una spaccatura del centrodestra. La linea espressa da Meloni, fin dall’inizio delle trattative, e’ quella di chiedere un incarico di governo per una figura indicata dal centrodestra che parta dal programma della coalizione.

a cura di Vincenzo Catapano

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