Cosa pretendere dalla politica: il benessere degli italiani,in primis!

Per comprendere la politica non è sufficiente parlarne. I fatti raccontati da telegiornali e quotidiani andrebbero approfonditi quotidianamente perché dietro ogni scelta si celano strategie oculate per garantire il buon funzionamento della società. Che sia Matteo Salvini o Luigi Di Maio lo scopo dovrebbe essere comune ovvero garantire un’equa gestione delle risorse per salvaguardare la nostra incolumità: si perché anche se non ce ne rendiamo conto quest’ultima risulta essere seriamente compromessa,ogni giorno. Sono certa vi starete domandando il perché:scelte politiche mal ponderate possono condurre i cittadini alla rovina. E non penso di esagerare se poi,alla pessima amministrazione di affari e potere ci si aggiunge che sempre più spesso i politici dispongono per se piuttosto che per il popolo. Ma allora riflettendo e considerato che le alte cariche ritengono opportuno ignorare le nostre esigenze ,le elezioni  non perdono dunque di significato? Il problema sta proprio in questo punto: gli elettori conferiscono un potere non indifferente ai membri del Governo affinché questi ultimi possano seriamente “prendersi cura” delle esigenze e farsi portavoce dei malumori di un popolo che,onestamente,non ne può più. Questa la teoria . Nella pratica i Premier(o presunti tali)una volta raggiunto il cucuzzolo della montagna grazie al favore di milioni di italiani gli voltano le spalle per curare i propri interessi,in primis.

C’è qualcosa che non va, è palese.Qualcosa che tralasciamo per continuare ad occuparci del “chiacchiericcio” perché gli italiani ,in fondo, considerano la politica come un inciucio spettegolando su ogni singolo protagonista: la conduttrice televisiva Elisa Isoardi che “stira e ammira”le camicie del suo amato,gli inservienti “a nero”nella dimora napoletana dell’attuale presidente della Camera Roberto Fico. Insomma,dobbiamo riconoscerlo: siamo esseri accomodanti che si lasciano trasportare dall’ilarità delle situazioni ma ,pronti ad infuriarsi se poi le cose non filano per il verso giusto. Bisognerebbe che noi tutti italiani,in primis, fossimo più coesi e determinati nell’esigere rispetto da parte delle Istituzioni: è ora di smetterla di cullarsi ed adagiarsi su ciò che altri vorrebbero o farebbero per noi,perché tanto è dimostrato che non lo faranno mai. Il noto detto “Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio“dovrebbe incoraggiarci alla rivalsa sulle malefatte ed i torti provenienti dalla politica.

Per comprenderla , dunque,bisogna agire:mediante l’azione il popolo farebbe chiarezza sui propri intenti ed invogliando i politici a pensare oltre che quello personale anche e soprattutto il benessere popolare.Rivolta?Non è auspicabile ma senza ombra di dubbio apporterebbe modifiche in melius per l’intero sistema politico-sociale. Alle elezioni politiche del 4 marzo ci si sarebbe aspettata la svolta: si è azzardato addirittura ad una Terza Repubblica una nuova era per la nostra Italia. Ed invece ancora oggi,tra speranze ed illusioni,ci troviamo alla mercé di promesse ed interminabili campagne elettorali che non lasciano intravedere spiragli. Insomma i leader delle contrapposte aree politiche riusciranno a trovare un accordo?E soprattutto,saranno in grado di dare priorità agli interessi generali prima ancora di dare peso a futili battibecchi “utili” solo a rimpinzare pagine e pagine di quotidiani?Ai posteri l’ardua sentenza.

a cura di Maria Parente

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