Ivanka Trump nella bufera per le sue scarpe prodotte in Cina

Ivanka Trump è di nuovo nella bufera per via delle scarpe che disegna e che produsse fino a marzo 2017 in un’importante ditta cinese. A sollevare ancora il caso è il documentario “Amazing China”, voluto dal governo di Pechino per celebrare la propria produttività. Anche se l’esito non è quello sperato.  La vicenda esplose nel giugno 2017 quando il Guardian raccontò come la figlia del Presidente che inneggiava a “prima l’America” in realtà producesse in Cina le calzature di “Ivanka Trump Marks. L’azienda in questione era la Huajian International, segnalata dagli attivisti del “China Labor Watch” di New York per i maltrattamenti delle operaie e i turni massacranti. La Ivanka Trump Marks si sentì in dovere di replicare: “Non produciamo in quella fabbrica dalla fine di marzo e siamo impegnati a collaborare solo con aziende che rispettano gli standard di lavoro riconosciuti a livello internazionale”.La Huajian è il primo produttore di scarpe e articoli di pelletteria del mondo. Ma ora si scopre ancora di più sulla fabbrica, che ha delocalizzato in Etiopia gran parte degli impianti: diversi dipendenti hanno denunciato all’Associated Press di essere pagati 51 dollari al mese. C’è, tra loro, chi dice come sia impossibile arrivare a fine mese. Alcuni spiegano: “Ci sono agenti chimici che feriscono mani e occhi, non ti forniscono guanti protettivi e se rifiuti di lavorare senza ti licenziano”. La delocalizzazione della produzione di Huajian International in Etiopia sarebbe stata fatta per risparmiare, riducendo così i già bassissimi costi della manodopera cinese, a quelli infimi del paese africano. (fonte oggi.it)

a cura di Rosa Catapano

 

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