Omicidio Pamela Mastropietro: ergastolo per i nigeriani

ROMA – La mamma di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni, ha dichiarato che l’ergastolo ai tre nigeriani accusati dell’omicidio della figlia sarebbe troppo poco. “Per me sono tutti colpevoli, avete visto il corpo di mia figlia?”, chiede mamma Alessandra che non trova pace per la morte di Pamela, trucidata e fatta a pezzi lo scorso gennaio a soli 18 anni. La Verni ha poi aggiunto che vuole la verità sull’atroce delitto e ha sottolineato la presenza del Dna di un uomo bianco, particolare su cui chiede nuove indagini:

“Spero che esca la verità su questo atroce delitto. Sul corpo di mia figlia è stato trovato un altro Dna ed è di un uomo bianco: perché non vengono effettuate indagini sulle persone che si trovano nella comunità in cui è stata ospitata mia figlia? Da quello che ho saputo le tracce di quel Dna risalgono a prima del 30 gennaio, quando Pamela si trovava nella struttura di recupero”.

Per la mamma però Pamela è stata uccisa e nessuno potrà convincerla del contrario:

“Siamo certi che Pamela sia stata uccisa con le due coltellate e che Oseghale non fosse solo. Lo so che i Ris nella casa di via Spalato non hanno trovato le tracce degli altri due arrestati, ma questo non vuol dire niente. Ma avete visto come hanno ridotto il corpo di mia figlia? Hanno usato la candeggina per far sparire tutto. Sono colpevoli, dal primo all’ultimo. Mia figlia quando è venuta a Macerata non era andata a cercare la droga, è andata ai giardini Diaz perché voleva prendere il bus per tornare a Roma. Il terrificante incontro Oseghale è avvenuto per caso. Pamela voleva rifarsi una vita, voleva uscire dal tunnel della dipendenza”.

a cura di Maria Parente

 

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