Vincent Bolloré è in stato di fermo per presunte tangenti in Africa. Cosa sappiamo finora

Proprio mentre entrava nel vivo la battaglia per il controllo di Tim – che vede schierata Vivendi, uno dei pezzi pregiati dell’impero del finanziere francese, contro il fondo americano Elliott –  sono scattate in Francia le manette per Vincent Bolloré, accusato di aver corrotto politici africani per aggiudicarsi alcune concessioni portuali nel continente nero.Secondo le informazioni fornite da Le Monde, il miliardario bretone è detenuto nella sede della polizia giudiziaria di Nanterre, dove è stato messo sotto custodia nell’ambito di un’indagine giudiziaria aperta per “corruzione di funzionari pubblici stranieri”. L’inchiesta riguarda le condizioni il rilascio, avvenuto nel 2010, delle concessioni portuali per 2 dei 16 terminali per container che Sdv Africa, controllata del gruppo Bolloré, possiede nel continente africano, uno a Lomé, in Togo, l’altro a Conakry, in Guinea. I magistrati sospettano che i dirigenti del gruppo abbiano usato Havas, la società di comunicazioni posseduta dal gruppo, per facilitare l’avvento al potere dei leader dei due Paesi, attraverso consulenze e missioni di comunicazione sotto-fatturate. Con questa contropartita, sostiene l’accusa, sarebbero state ottenute le concessioni.

ll gruppo Bolloré ha “smentito formalmente” in una nota di aver commesso irregolarità. Le prestazioni oggetto dell’inchiesta, secondo il comunicato, sono state “realizzate in completa trasparenza” e l’interrogatorio “permetterà di chiarire in modo utile alla giustizia queste questioni già oggetto di una expertise indipendente che ha concluso la perfetta regolarità delle operazioni”.  I mercati, però, sono giudici assai rapidi e hanno già emesso il loro verdetto: alle ore 13 le azioni della holding continuano ad accrescere le perdite e cedono l’8,38%, mentre il titolo Vivendi lascia sul terreno il 2,17%. Contenuto, invece, il ribasso di Tim, che perde poco più di mezzo punto percentuale. “Altri manager del gruppo Bolloré sono in stato di fermo, tra di loro il direttore generale Gilles Alix e il responsabile del polo internazionale di Havas, Jean Philippe Dorent”, scrive il Sole 24 Ore, “Dorent si è occupato di una parte della campagna presidenziale della Guinea nel 2010 per conto del candidato Alpha Condé, che era rientrato da un lungo esilio parigino durante il quale aveva stretto un legame di amicizia con l’ex-ministro del Affari esteri Bernard Kouchner e con Vincent Bolloré. In quello stesso anno, Dorent si è anche occupato di una parte della campagna di comunicazione del giovane presidente del Togo, Faure Gnassingbé. Allora candidato alla sua rielezione, il figlio di Gnassingbé Eyadema, che era rimasto alla guida del Paese per 37 anni, è tuttora al potere”.

a cura di Maria Parente

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