Inchiesta choc in Messico”Con le tasse avete pagato la sparizione dei napoletani”

Si apre così un’inchiesta choc del giornalista messicano Omar Garcia, reporter di Canale 44. L’inchiesta punta a evidenziare le differenze tra le forze di polizia messicane, valutate in media, e quelle di Jalisco, lo stato dal quale sono spariti i tre napoletani Raffaele, Antonio e Vincenzo, di cui non si hanno notizie dal 31 gennaio. Garcia spiega che “durante l’amministrazione Sandoval  – Governatore capo di Jalisco – 14 sezioni di polizia municipale sono state disarmate, 54 poliziotti sono stati ritenuti responsabili di crimini“. Il caso più emblematico citato da Garcia riguarda la nostra città: i tre napoletani, infatti, sono stati ceduti da tre poliziotti del municipio di Tecalitan a una banda armata locale. Gli stessi poliziotti hanno confessato di aver consegnato i napoletani ai criminali per 43 euro. Nonostante l’ammissione, le ricerche non registrano passi in avanti da mesi. L’infografica (credits: Irving Garcia per Canale 44) mostra chiaramente le lacune della polizia di Jalisco. Nello stato di Jalisco non esistono aule di computer o palestre per poliziotti. Gli agenti non vengono formati adeguatamente. Il salario medio è nettamente inferiore se paragonato agli altri stati messicani. Un esempio: l’autista del sindaco di un piccolo comune guadagna il doppio di un poliziotto. Inoltre, i cittadini di Jalisco sono molto meno protetti: in questo stato lavorano, in media 0,7 poliziotti per mille abitanti. La soglia raccomandata è tripla, o quasi. “Ci sono pochi incentivi per l’onestà“, scrive Garcia. A Jilotlàn, il paese governato dal sindaco Andrade, ucciso nei giorni scorsi, lavorano 13 poliziotti per quasi 10mila abitanti. Una situazione devastante in cui, come spiega Garcia, per un poliziotto è necessario trovare un secondo lavoro e molto semplice cadere nella estesa rete del crimine organizzato.(fonte:napolitoday.it)

a cura di Mattea Bonica

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