Cosa ne sarà di Alitalia?

Forse il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha ragione a dire (Corriere, 14 aprile) che per Alitalia bisogna decidere in fretta. In effetti gli elementi per prendere una decisione ci sono già tutti. Innanzitutto, il ministro afferma che i commissari hanno fatto un ottimo lavoro e questo dimostra che anche una società pubblica può essere gestita generando profitti, come lo sono gli aeroporti di Francoforte e Chicago guidati dalle municipalità locali. In secondo luogo, da ottobre l’unica novità è il miglioramento dell’offerta Lufthansa alla quale, a mio parere, non si deve vendere Alitalia perché ciò, oltre a mettere sul lastrico 4000 famiglie, ridurrebbe Alitalia a una piccola compagnia destinata solo ad alimentare gli hub di Francoforte e Monaco di Baviera da cui partono i voli di lungo raggio di Lufthansa. Come è accaduto a Air Dolomiti. Per quanto è dato conoscere, allo stato delle cose penso valga la pena rivedere il piano Swissair che avevo considerato adatto all’attuale situazione di Alitalia in un articolo pubblicato circa un anno fa da AffarInternazionali.it. Si punta tutto su Cityliner,  controllata di Alitalia che ha contratti di lavoro assai meno costosi di quelli di Alitalia CAI. Alitalia viene liquidata e Cityliner acquista tutti gli  assets necessari per continuare l’attività di Alitalia, compresa l’assunzione di tutto il personale di volo e di quello di terra nella misura necessaria a mantenere l’attività di volo. Easyjet assieme a Delta avrebbe interesse a sviluppare il lungo raggio (anche law cost) specialmente verso il continente americano. Inutile la presenza di AirFrance che porrebbe gli stessi problemi di Lufthansa per l’alimentazione dello scalo parigino. Dopo l’entrata del nuovo capitale si annullano o si limitano le linee di credito e si restituisce al Governo italiano il prestito di 900 milioni erogato un anno fa.I vecchi soci (patrioti ed Etihad) escono definitivamente con giuste perdite, visto che non sono stati capaci in dieci anni di gestire seriamente Alitalia come stanno facendo i commissari. Infine Cityliner, che ha comprato il marchio, rimette la livrea Alitalia.La situazione politica è ancora molto incerta ma i due vincitori delle recenti elezioni (Salvini e Di Maio) hanno espresso qualche idea sull’importanza strategica di Alitalia. Studino attentamente il problema e si affidino alla saggezza dei commissari.(fonte:affarinternazionali.it)

a cura di Giuseppe Catapano

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