Siria, la Russia accusa Israele. Trump: “Decisioni importanti entro 24-48 ore”

Gli Usa prenderanno una decisione “importante” sulla Siria “nelle prossime 24/48 ore”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, che ha incontrato gli uomini del suo gabinetto di governo. Trump ha condannato gli “attacchi vergognosi” sui civili a Duma: scopriremo -ha aggiunto- se la Russia, la Siria, l’Iran “o tutti loro” siano responsabili del attacco, probabilmente con armi chimiche, contro la citta’ nella Ghouta orientale.

Raid contro base aerea siriana, accuse a Israele

Tensione sempre piu’ in alta sulla Siria: la base aerea T-4, nella provincia di Homs, e’ stata colpita da un attacco missilistico che ha fatto diversi morti e feriti. Sono almeno 14 le vittime, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che include nel bilancio anche militari iraniani. Il raid arriva dopo che il 7 aprile un attacco chimico contro Duma, ultima roccaforte dei ribelli nella Ghouta orientale, ha fatto decine di morti, suscitando la forte condanna dell’Occidente, Usa in testa, che ha accusato Damasco. Per il raid contro la base aerea, i media di Stato siriani hanno inizialmente puntato il dito contro Washington, per poi accusare Israele. “L’attacco israeliano all’aeroporto T-4 e’ stato condotto da caccia F-15 che hanno sparato diversi missili dal territorio libanese”, ha affermato l’agenzia di stampa Sana, citando fonti militari. Accuse sostenute da Mosca: per il ministero della Difesa russo, sono stati due caccia dello Stato ebraico a sparare dallo spazio aereo libanese 8 missili, di cui 5 sono stati intercettati dalla difesa siriana. “Tre missili hanno colpito la zona occidentale dell’aeroporto. Nessun consigliere russo in Siria e’ stato ferito”, ha aggiunto Mosca. L’ipotesi israeliana era gia’ circolata: a febbraio l’aviazione israeliana aveva lanciato un attacco contro la stessa base aerea siriana T-4 dalla quale era partito un drone iraniano che aveva sorvolato lo Stato ebraico prima di essere intercettato e abbattuto. Alla notizia dell’attacco, il Pentagono ha immediatamente smentito qualsiasi responsabilita’, sottolineando che “in questo momento, il dipartimento della Difesa non sta conducendo attacchi aerei in Siria”. “Tuttavia – ha proseguito il portavoce – continuiamo a monitorare da vicino la situazione e sosteniamo gli sforzi diplomatici in atto per portare alle loro responsabilita’ coloro che usano armi chimiche, in Siria e altrove”.

Il presidente americano Donald Trump, domenica aveva avvertito il regime siriano che, insieme agli alleati russo e iraniano, avrebbe pagato un caro prezzo per l’uso di armi chimiche a Duma. L’inquilino della Casa Bianca aveva condannato “l’attacco scriteriato” dell'”Animale Assad”, criticando anche il suo predecessore, Barack Obama, che non aveva mantenuto la promessa di attaccare la Siria dopo che questa nel 2013 aveva superato la ‘linea rossa’ usando armi chimiche. E il suo consigliere per la sicurezza nazionale, Tom Bossert, aveva sostenuto che “tutte le opzioni sono sul tavolo” in un’intervista alla Abc News, rispondendo a una domanda sulla possibilita’ di un altro raid missilistico Usa contro la Siria, dopo quello lanciato il 7 aprile 2017 in seguito all’attacco chimico su Khan Sheikhoun, nella provincia di Idlib, che aveva fatto piu’ di 80 morti. Anche la Francia ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco contro la base siriana: “Non siamo stati noi”, ha affermato il portavoce dell’esercito, il colonnello Patrik Steiger. La Francia da subito si e’ schierata con forza con Washington nel condannare l’attacco chimico a Duma di cui gli Usa ritengono Damasco responsabile. In una telefonata, Trump e il presidente francese Emmanuel Macron si sono “scambiati informazioni e analisi che confermano l’uso di armi chimiche” a Duma, ha fatto sapere l’Eliseo. La Casa Bianca ha fatto sapere che i due leader hanno “concordato di coordinare una forte risposta comune”, puntando il dito contro il regime di Damasco, responsabile “per le continue violazioni dei diritti umani”.

a cura di Maria Parente

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