Nadia Mohammedi, la gelataia che si è rifiutata di servire Salvini: “Ma mio padre vota Lega”

MILANO – Parla la gelataia di Milano che si è rifiutata di servire Matteo Salvini: “Non lo volevo servire perché è una persona che semina odio tra la gente, che gioca col razzismo per fini elettorali”, ha spiegato a La Zanzara, su Radio24, per poi aggiungere: “Mio papà è un elettore proprio di Salvini, mia mamma è stata assessore di Forza Italia a Corsico. In famiglia l’unica di sinistra sono io”.La donna, Nadia Mohammedi, 20 anni e origini algerine, ha raccontato di non aver detto nulla direttamente al leader della Lega, ma di essersene semplicemente andata dalla gelateria, la Baci Sottozzero di piazzale Siena: “In faccia non gli ho detto nulla, me ne sono andata e mi sono fatta sostituire. E’ stato servito da altri”.Poi ci sarebbe stata una telefonata di Salvini alla gelateria, negata però dai titolati: “La titolare mi ha detto che ha ricevuto una telefonata da Matteo Salvini, altrimenti non sarebbe successo nulla. Lei mi ha inveito contro: stai zitta, qui bisogna servire tutti che sia Mussolini o Salvini o un nero, hai fatto fare brutta figura al locale e Salvini sarà il prossimo premier incaricato, non sai che danno ci hai fatto”.

L’episodio è accaduto nel pomeriggio mercoledì 21 marzo. Salvini voleva prendersi un gelato, ma quando la gelataia lo ha visto si è rifiutata di servirlo. I responsabili dell’esercizio commerciale hanno denunciato pubblicamente l’accaduto, dicendo che la dipendente si sarebbe rifiutata di svolgere il proprio lavoro per “ideologie politiche”, e per questo sarebbe stata ripresa dai suoi superiori. Questo il contenuto di un post su Facebook scritto dai proprietari del negozio:

La ragazza (in prova) si è rifiutata di servire un cliente (Salvini in questo caso) per ideologie politiche. Dunque è stata ripresa dalla direzione. Il suo comportamento ci è stato riferito dai colleghi in turno con lei”. A quel punto sarebbe nato un alterco e la ragazza per protesta si sarebbe allontanata: “Durante la discussione si è tolta la divisa e se n’è andata abbandonando il posto di lavoro a metà turno esclamando cose che poco hanno a che vedere con il lavoro”.

In un post successivo i gestori hanno ribadito la loro versione, ribadendo che “non c’è stato nessun licenziamento. Da noi può essere servito chiunque con qualunque ideologia politica o culturale e quando la cosa cosa è stata fatta notare alla signorina, lei se n’è andata lasciando i suoi colleghi e il posto di lavoro”.

a cura di Maria Parente

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