Scandalo Facebook, il ceo di Cambridge Analytica: nessun trucco

Il presidente Usa Donald Trump “ritiene che i diritti alla privacy degli americani dovrebbero essere tutelati”. Lo ha detto alla Fox il vice portavoce della Casa Bianca, Raj Shah. La Casa Bianca sostiene le indagini federali: “siamolieti se il Congresso o altre agenzie vogliono esaminare il caso”, ha aggiunto.
E dopo che l’Autorità britannica per la protezione dei dati ha chiesto e ottenuto da Facebook di togliere i suoi revisori dalla sede di Cambridge Analytica, c’è attesa per l’assemblea dei dipendenti con i vertici di Facebook in programma venerdì. Mark Zuckerberg, secondo l’Ansa, potrebbe non presentarsi, mentre ci sarebbero i legali della società per rispondere alle domande sulla vendita dei dati di 50 milioni di utenti a Cambridge Analytica. Oggi in collegamento streaming col quartier generale di Menlo Park il primo incontro con lo staff, presieduto dal vicedirettore generale Paul Grewal. Si tratta della prima volta che i dipendenti possono chiedere spiegazioni sulla vicenda ai loro dirigenti.
Intanto è arrivata la critica di Sandy Parakilas, ex manager di Facebook dal 2011 al 2012 massimo responsabile per le indagini sulle violazioni dei dati. Parakilas accusa i vertici del social di “gestione lassista” per quanto riguarda i dati e i rapporti con i programmatori. E’ quello che sarebbe successo, secondo l’ex manager, con la società Global Science Research, che attraverso un’app ha potuto raccogliere oltre 50 milioni di informazioni private e venderle alla Cambridge Analytica.
“Zero, non c’era assolutamente nessun controllo sui programmatori esterni”, racconta al Guardian Parakilas. “Una volta che i dati lasciavano i server di Facebook non c’era alcun tipo di controllo – insiste – e nessun tipo di conoscenza su che fine facessero”.

Facebook, Agcom chiede informazioni sullʼimpiego dei dati

Anche dall’Italia arrivano richieste di chiarimento in seguito allo scandalo dei Cambridge Analytica: per l’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni, “tali tecniche di profilazione degli utenti e di comunicazione elettorale selettiva sembrerebbero essere state utilizzate nel 2012 anche su commissione di soggetti politici operanti in Italia”. Per questo motivo, l’Agcom ha inviato a Facebook una specifica richiesta di informazioni circa l’impiego di data analytics per finalita’ di comunicazione politica da parte di soggetti terz In particolare, spiega un comunicato dell’Agcom, dal comunicato del 19 marzo pubblicato da Facebook, e’ emerso che la societa’ mette a disposizione degli utenti applicazioni sviluppate da soggetti diversi dalla piattaforma. Queste app permettono la raccolta di dati degli utenti tali da consentire la realizzazione di campagne mirate di comunicazione pubblicitaria a carattere politico-elettorale, in grado cioe’ di raggiungere audience profilate in base alle caratteristiche psico-sociali e di orientamento politico. Tali tecniche di profilazione degli utenti e di comunicazione elettorale “selettiva”, peraltro, sembrerebbero essere state utilizzate nel 2012 anche su commissione di soggetti politici operanti in Italia. Nell’ambito del Tavolo tecnico istituito dall’Autorita’, e’ stato sviluppato un filone specifico di attivita’ riguardante il monitoraggio sulla parita’ di accesso all’informazione e la comunicazione politica per le elezioni del 4 marzo (per cui l’Autorita’ ha adottato specifiche linee guida) e l’istituzione di gruppi di lavoro sulla tematica dell’utilizzo di dati e informazioni per finalita’ di comunicazione politica. Con una precedente comunicazione, sono state gia’ richieste informazioni circa l’acquisizione di dati relativi a servizi e strumenti messi a disposizione da Facebook, sia per gli utenti sia per i soggetti politici, durante la campagna elettorale italiana per le scorse elezioni politiche 2018. Questa seconda richiesta si inserisce pertanto in continuita’ con le iniziative intraprese.

Il ceo di Cambridge Analytica si difende: da parte nostra nessun trucco

“Le apparenze possono ingannare”. Con questa risposta Alexander Nix, ceo di Cambridge Analytica, ha replicato alle accuse secondo le quali, nell’ambito del datagate che fa tremare Facebook, la società di consulenza anglo-americana avrebbe favorito i propri clienti e sfavorito i loro avversari nelle campagne elettorali gestite in giro per il mondo.Replicando ai video carpiti da Channel 4 che sembrerebbero incastrarlo con altri manager, Nix ha preso le distanze da ogni sorta di “trucchi sporchi” e il profilo twitter di Cambridge Analytica ha cominciato a twittare contro le illazioni e le “bufale” di tutta questa vicenda. “Ci dispiace enormemente – ha proseguito l’amministratore delegato – che negli incontri filmati abbiamo usato una certa dose d’iperbole sulle cose che facciamo… Mentre come chief executive mi assumo la responsabilità per l’aria di mistero e di negatività che, in modo infondato, circonda l’attività di Cambridge Analytica”.

Facebook, Zuckerberg convocato da Ue e Uk

Mark Zuckerberg e’ stato convocato a Londra dalla commissione della Camera dei Comuni britannica per il Digitale per chiarire il caso dei dati personali incamerati da Cambridge Analytica. E in Usa l’Agenzia di tutela dei consumatori apre un’inchiesta. Il social network e’ sempre piu’ nella bufera, e va a picco in Borsa: dopo aver perso quasi il 7% ieri, il titolo Facebook a Wall Street cede un altro 5,08%. ‘Zuck’, nell’abbreviazione del ‘Guardian’, dovra’ dare una risposta al Parlamento britannico entro il 26 marzo. Damian Collins, il presidente della Commissione, vuole che spieghi “come le aziende acquisiscono i dati” e se lo fanno senza il consenso di Facebook. L’Autorita’ britannica per la protezione dei dati ha intanto ottenuto l’allontanamento dei revisori di Facebook dalla sede di Cambridge Analytica, perche’ potrebbero danneggiare l'”integrita’” della perquisizione disposta dalla stessa Authority. Mentre il Garante Ue della privacy, Giovanni Buttarelli, segnala che e’ “stata minata la democrazia” e lancia l’allarme sul rischio di interferenze nelle elezioni europee del 2019, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani invita Zuckerberg a presentarsi in aula perche’ “chiarisca alla platea dei rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non sono stati utilizzati per manipolare la democrazia”. A Washington, la Federal Trade Commission, l’agenzia governativa per la tutela dei consumatori, ha aperto un’indagine per verificare se Facebook abbia permesso alla Cambridge Analytica di ricevere alcuni dati degli utenti in violazione delle sue politiche.Cresce il pressing delle autorità giudiziarie statunitensi, britanniche ed europeenei confronti di Zuckerberg, perchè il miliardario faccia chiarezza sull’attività della sua azienda, nell’ambito delle indagini in corso. Autorizzate nel Regno Unito perquisizioni sulle attività di Cambridge Analytica, la commissione Cultura della Camera dei Comuni britannica ha convocato Zuckerberg per riferire sulla vicenda delle decine di profili utilizzati dalla società di consulenza Cambridge Analytica a scopi elettorali. Zuckerberg dovrà comparire davanti al Parlamento per spiegare il “catastrofico fallimento” del social network riguardo alla sicurezza dei dati personali dei suoi utenti, si legge nella lettera inviatagli dal presidente della commissione, il parlamentare conservatore Damian Collins. Anche l’Unione europea fa sentire la propria voce verso quello che potrebbe essere lo “lo scandalo del secolo“. Secondo  il Garante Ue per la privacy, Giovanni Buttarelli, infatti il caso dei dati Facebook sfruttati da Cambridge Analytica “è solo la punta dell’iceberg” e la soluzione al problema dello sfruttamento dei big data “è globale ed è legata al modo in cui funziona l’ecosistema digitale”. Il garante Ue ha rilevato che task force “che includono forze di polizia” sono state introdotte in diversi Stati europei, inclusa l’Italia, ma “non sono certo che questa soluzione colpisca il vero problema, che è legato all’uso massiccio e inesplorato dei dati”.Intanto, Alex Stamos ha smentito i rumors della stampa americana che ieri hanno annunciato le sue dimissioni e il suo addio a Facebook entro agosto. Il responsabile della sicurezza delle informazioni di Facebook ha scritto su Twitter che “nonostante i rumor, continuo a essere completamente impegnato nel mio lavoro a Facebook. E’ vero che il mio lavoro e’ cambiato. Passo più tempo ad analizzare i nuovi rischi sulla sicurezza e a lavorare sulla sicurezza durante le elezioni”.

a cura di Vincenzo Catapano

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