QUANTO RISCHIA L’ECONOMIA GLOBALE CON UNA GUERRA COMMERCIALE

Donald Trump è noto per essere un abile negoziatore. Per questo c’è più di un investitore convinto che la recente decisione di imporre dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio non sia il primo atto di una guerra commerciale su scala globale ma solo un bluff. Una provocazione finalizzata ad aprire un tavolo di trattativa con i partner commerciali in modo da rinegoziare le regole che finora hanno regolato lo scambio di beni e servizi. In modo – si capisce – più favorevole agli Stati Uniti. donald-trump-drop-out.jpg

Se questo è l’obiettivo è innegabile comunque che si tratti di un pericoloso azzardo. La retorica aggressiva e le minacce del presidente americano non sono state prive di conseguenze. Almeno sul piano verbale tutti i principali partner hanno fatto sentire la loro voce, a partire dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che non ha esitato a minacciare contromisure contro merci simbolo del “made in Usa” come le moto Harley Davidson, i jeans Levi’s o il whiskey Kentuky BourbonPer il momento siamo alle schermaglie verbali e non è detto che si passi dalle parole ai fatti anche perché a nessuno conviene mettere a repentaglio la tenuta del commercio globale. La guerra commerciale non conviene a nessuno perchéi suoi effetti rischiano di essere devastanti. Gli analisti di Bloomberg Economics hanno provato a stimare l’impatto di un clamoroso passo indietro della globalizzazione innescato dall’innalzamento di barriere commerciali in tutto il mondo. La conclusione a cui sono arrivati è che il danno potenziale per l’economia globale potrebbe superare i 470 miliardi di dollari entro il 2020.Questa almeno è la stima della minor ricchezza prodotta ogni anno in tutto il mondo nello scenario in cui gli Stati Uniti dovessero imporre dazi al 10% sulle importazioni dal resto del mondo e tutti gli altri Paesi dovessero mettere in atto contromisure analoghe. Con i dazi il Pil globale crescerebbe di meno e le dimensioni dell’economia rischiano di essere inferiori al loro potenziale di circa lo 0,5 per cento. Questo per via del minor contributo del commercio globale che rischia una contrazione del 3,7 per cento entro il 2020 secondo gli economisti di Bloomberg Jamie Murray e Tom Orlik.

a cura di Giuseppe Catapano

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