VINCE LA CAUSA, MA DOPO UN ANNO L’ITER RIPARTE: “PERSEGUITATA DA EQUITALIA PER MULTE MAI RICEVUTE”

Vince una causa con Equitalia, che le restituisce le somme pignorate oltre al risarcimento dei danni, ma a distanza di poco più di un anno l’Agenzia delle entrate riscossione (ex Equitalia) commette lo stesso errore che aveva dato origine alla precedente odissea giudiziaria: le notifica l’intimazione a pagare due multe che lei non ha mai ricevuto, perché mandate a un vecchio indirizzo. Nuovo processo, nuovo calvario. Ha del paradossale la vicenda che vede come vittima Anna Brizzi, operatrice socio sanitaria di Borgomanero. Per la seconda volta in pochi anni si è dovuta rivolgere a Federconsumatori di Verbania, che, con gli avvocati Enzo Iapichino e Antonio Petrongolo, aveva già ottenuto una sentenza favorevole dal tribunale di Novara. download

 

Tutto inizia nel settembre 2014. La donna sgrana gli occhi quando il datore di lavoro le comunica: «Equitalia ti sta pignorando un quinto dello stipendio mensile». Fatte le opportune verifiche, scopre che le venivano addebitate cartelle di pagamento per violazioni del codice della strada e atti di pignoramento che lei non aveva mai potuto vedere: le erano stati mandate, così apprende poi, alla sua vecchia casa di Gattico, che aveva lasciato nel 2009 per trasferirsi a Borgomanero. Inutile il tentativo di ottenere l’annullamento della procedura e di concludere bonariamente la lite.  Il giudice di Novara nel 2016 le dà ragione: condanna Equitalia Nord spa a restituirle il capitale pignorato e risarcirla con 1.215 euro per averle preso dei soldi senza averne diritto. Il capitolo si chiude a gennaio 2017. Sembra tutto finito e invece pochi mesi fa, a dicembre, Anna Brizzi riceve due nuove intimazioni con cui l’ex Equitalia le chiede il pagamento di cartelle che lei non ha mai visto. Sono state indirizzate a Gattico, come le precedenti, e in parte già prescritte. Racconta la donna, esasperata: «Pensavo che l’incubo durato due anni fosse finito con la sentenza del tribunale. E invece mi ritrovo nella stessa identica situazione. Quando poco prima di Natale mi sono arrivate le nuove richieste di pagamento, ero incredula. Confido ancora nella giustizia». Brizzi si è rivolta a Federconsumatori. Commenta l’avvocato Iapichino: «E’ assurdo che siano state commesse le stesse violazioni già sanzionate, a solo un anno di distanza. Io e i colleghi abbiamo già chiesto al giudice di pace di Novara l’annullamento delle intimazioni e il risarcimento del danno». Aggiunge il legale: «La sentenza del 2016 costituisce un’importante decisione a sostegno della lotta dei contribuenti contro l’agenzia di riscossione, condannata per aver agito con colpa grave a danno della contribuente».

a cura di Mariarosaria Rusciano

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