La dieta mediterranea torna sulle tavole italiane Tendenze, percorsi e nuove iniziative nell’anno nazionale del cibo.

Sono trascorsi 43 anni da quando Ancel Keys e sua moglie Margareth pubblicarono il libro “How to eat well and stay well. The Mediterranean way”, ovvero “come mangiare bene e stare bene”, con il quale diedero dignità scientifica e fama alla dieta mediterranea. Non un semplice schema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, che ha molto a che vedere con la tavola, ma anche con i rapporti umani, la tradizione, la cultura e le pratiche sociali. A Pioppi, nella casa che per 40 anni abitò insieme a Margareth Keys, moglie e compagna di studi, Ancel Keys osservò gli effetti benefici della dieta e dello stile locale sulla popolazione, elaborando pertanto l’ipotesi che la Dieta mediterranea fosse il modello ideale a cui ispirarsi per vivere bene e a lungo.  In particolare, aveva notato che la popolazione mediterranea era meno esposta a patologie cardiovascolari.

La Dieta Mediterranea trova dunque la sua patria nel Cilento, terra campana affacciata sul Mar Tirreno. Riconosciuta nel 2010 patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco, si propone oggi di salvaguardare e tutelare il territorio, la biodiversità, le attività tradizionali come l’agricoltura e la pesca.

La ricetta è semplice: insalate, verdure, frutta di stagione, pesce azzurro, ricco di omega tre e proteine facilmente assimilabili, pasta, il tutto condito da un filo di olio extravergine di oliva. Anche il consumo moderato di legumi garantisce un equilibrato contributo di fibre, antiossidanti e grassi insaturi. Ancel Keys era un fervente sostenitore dei legumi come alimento sostitutivo della carne rossa, tanto da dedicare a questo alimento addirittura un trattato dal titolo “The benevolent bean”, il fagiolo benevolo, nel quale racconta i benefici di questi frutti e raccoglie gustose ricette conosciute durante i suoi viaggi in giro per il mondo .

Studi sul campo hanno dimostrato come questa formula alimentare sia in grado di proteggere e fortificare l’organismo umano. Ricerche che vengono confermate dalla crescente tendenza salutista del consumatore italiano: secondo l’ultima indagine della Coldiretti, l’associazione che si propone di rappresentare e tutelare l’agricoltura italiana, sulle tavole italiane è tornata la dieta mediterranea, con un aumento record del 7 % del pesce fresco e più del 4% di ortaggi e frutta.

Proprio a Pioppi, nel comune di Pollica, sorge l’Ecomuseo della Dieta Mediterranea dedicato alla memoria dello scienziato americano. Gestito da Legambiente, il Museo ha la propria sede centrale nel Palazzo Vinciprova. Cinque le sale espositive, con pannelli descrittivi e video, tra cui quella dedicata ai sensi, con installazioni per il gusto, il tatto e l’olfatto; la sala per la pasta fatta in casa, con video tutorial delle massaie cilentane; la biblioteca personale di Ancel Keys, donata dalla famiglia al Comune di Pollica. Nel Museo si organizzano laboratori didattici, corsi di cucina cilentana e visite guidate a sentieri, orti e mulini del territorio. L’ultima iniziativa del Museo è quella di   diffondere l’alimentazione di tipo mediterraneo e di qualificarla attraverso l’istituzione di un marchio e del relativo disciplinare. Il marchio “Io mangio Mediterraneo” vuole promuovere la ristorazione italiana di eccellenza, in grado di distinguersi per la scelta di criteri di salubrità, eticità e sostenibilità. Il Museo, insieme a Legambiente Onlus, vuole farsi interprete dell’esigenza di identificare e tutelare le imprese di ristorazione che vogliono differenziarsi per la tipicità dell’offerta, istituendo un apposito marchio per far conoscere e valorizzare l’enogastronomia tipica di qualità. Il disciplinare vuole promuovere le ristorazioni locali proponendo menù e piatti in coerenza con le tradizioni culinarie e le specificità tipiche dei territori, premiando gli impegni etici e ambientali. Il marchio è stato pensato per esaltare e premiare le strutture di ristorazione che nelle loro attività promuovono gastronomie locali e prodotti tipici del territorio, ed hanno un proprio obiettivo etico e ambientale volto alla sostenibilità. Ha come finalità la sensibilizzazione degli operatori della ristorazione all’utilizzo di prodotti tipici locali, al fine di caratterizzare la propria offerta gastronomica, garantendo al cliente una trasparenza sulla provenienza e sui metodi di produzione delle materie prime e di mettere in risalto la genuinità degli ingredienti principali della Dieta mediterranea.

Un ottimo inizio per questo 2018 eletto anno nazionale del cibo italiano dai Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo d’Italia.

a cura di Alessandra D’Agostino

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