L’innovazione per la difesa e per l’economia

L’investimento in tecnologie duali per l’ambito civile e militare potrebbe essere un volano sia per l’economia dell’Unione europea, Ue, che per il mantenimento delle capacità delle forze armate dei paesi membri.

Difesa in tempi di austerity
Negli ultimi anni si è assistito alla progressiva trasformazione dell’ordine internazionale verso uno scenario dominato dall’instabilità, dalla moltiplicazione dei centri di potere, dalla diversificazione delle sfide alla sicurezza e dalla comparsa di nuovi teatri di crisi. L’ambito nazionale, in un quadro simile, non è più sufficiente per una politica di difesa efficace e il nostro paese guarda al contesto europeo.

Tuttavia, proprio quando l’instabilità dell’attuale scenario internazionale richiederebbe all’Ue una politica forte e un settore della difesa efficiente per garantire la sicurezza dei propri cittadini, a dominare il contesto europeo è una politica di austerità e conseguente riduzione delle spese militari dei paesi membri. Una simile riduzione minaccia il mantenimento di forze armate efficaci e la creazione di una base industriale europea della difesa efficiente.

Se l’Europa vuole rafforzare la propria politica estera e di sicurezza deve dotarsi di una difesa competitiva. Il permanere della frammentazione del mercato Ue su base nazionale deprime la competitività, ostacola la crescita delle imprese e non consente un uso efficiente delle risorse, con risvolti negativi sulle capacità militari a disposizione della politica di sicurezza e difesa comune e quindi sulla sua efficacia e credibilità.

Partendo da queste considerazioni, i partecipanti al convegno organizzato da Avio-Aero e IAI lo scorso 11 luglio si sono interrogati su come fronteggiare tale situazione, in un clima politico dominato dai limiti di bilancio.

Spill-over tra civile e militare
Per accrescere la competitività e raggiungere gli obiettivi stabiliti dal Consiglio europeo dello scorso dicembre, la roadmap della Commissione europea per l’attuazione della Comunicazione “Verso un settore della difesa e della sicurezza più concorrenziale ed efficiente”, pubblicata lo scorso 26 giugno, prevede di accrescere gli investimenti nell’ambito delle tecnologie duali.

Tra queste, le Key Enabling Technologies (KETs) vengono considerate un’occasione per accrescere la competitività dell’industria europea. Le KETs comprendono micro e nanoelettronica, materiali avanzati, biotecnologie industriali, e secondo stime recenti il loro mercato mondiale sono destinate a un incremento del 54% entro il 2015.

Grazie al forte potenziale inespresso, secondo il vicepresidente del Parlamento europeo (ed ex Commissario) Antonio Tajani, l’Europa trarrebbe sicuro vantaggio dalla loro applicazione su scala industriale.

Investire nelle tecnologie duali consentirebbe di beneficiare di un effetto “moltiplicatore” in termini di forze – in virtù della caratteristica di questi prodotti di avere duplice applicazione – oltre che di un vantaggio in termini di costi.

Infatti, lo “spill-over” tra settore civile e militare consente di suddividere le spese non solo in ricerca e sviluppo, ma anche in termini di produzione, garantendo un risparmio notevole e un ritorno dal punto di vista tecnologico.

Agenzia europea della difesa e Pmi
La prima area a risentire della drastica riduzione degli ultimi anni della spesa europea per la difesa è stata quella della ricerca e sviluppo e simili scelte possono mettere a rischio anche la futura competitività dell’industria della difesa.

Significativa in questo senso è l’iniziativa dell’Agenzia di difesa europea per il periodo 2014-2020 di sostenere programmi di ricerca e sviluppo nell’ambito delle tecnologie duali. Motori importanti di competitività e innovazione, le piccole e medie imprese (Pmi) sono al centro del piano dell’Agenzia.

L’idea di fondo è di sostenere progetti di ricerca “dual use” promossi da Pmi europee affinché riescano a beneficiare dei finanziamenti messi a disposizione dall’Unione. L’Agenzia si è impegnata per facilitare l’accesso degli Stati membri ai fondi strutturali europei al fine di incoraggiare gli investimenti nella tecnologia duale.

Opportunità per la difesa italiana
Con un bilancio della difesa limitato e uno strumento militare da riorganizzare, l’Italia si trova di fronte a una sfida difficile. Parte della risposta, secondo il Ministro della difesa Roberta Pinotti, potrebbe venire proprio dalla tecnologia e dall’innovazione.

In quest’ottica, le Linee Guida del Libro Bianco per la Difesa pubblicate lo scorso giugno dedicano uno spazio significativo all’importanza di ricerca tecnologica, sviluppo e acquisizione di capacità.

Se si considera che aerospazio, cantieristica navale, sicurezza e difesa rappresentano tra le poche aree a tecnologia avanzata ancora presidiate a livello nazionale, è chiaro che investire in questo campo produrrebbe effetti positivi non solo nell’ambito della difesa, ma per l’economia italiana in generale.

Per la loro capacità di sfruttare la sinergia tra civile e militare, investire nella ricerca e nella produzione di tecnologie duali potrebbe consentire di conciliare due fondamentali necessità del nostro paese: rilanciare l’economia e mantenere delle forze armati efficienti.

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