Padoan: taglio del cuneo permanente e pareggio di bilancio nel 2015. Sulla manovra ministro sotto attacco

“Il taglio del cuneo fiscale” attuato “da maggio sarà reso permanente con la legge di stabilità e si proseguirà nella riduzione dell’Irap”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, nel corso di un’informativa in aula alla camera, sottolineando che l’obiettivo del governo è quello di “una riduzione delle imposte su famiglie e imprese”. Padoan ha poi aggiunto che i recenti “dati macroeconomici indicano un ritardo per il ritorno alla crescita” e questo comporta “margini più stretti per il governo”. Tuttavia, questo non dovrà “limitare una decisa azione di riforma” da parte dell’esecutivo. “Il governo”, ha sottolineato il titolare dell’economia, “è determinato a preservare” l’azione intrapresa “di consolidamento dei conti” e attenzione “alla crescita”.
Secondo Padoan, “le stime della Commissione europea sull’Italia non tengono conto degli introiti derivanti dal piano di privatizzazioni del governo italiano” e nemmeno “della riduzione della spesa”. Il gap sull’aggiustamento fiscale segnalato da Bruxelles per garantire le regole di contenimento del debito sarà inoltre “compensato da maggiori risorse reperite da specifici provvedimenti senza aggravio sui saldi di finanza pubblica”, ha aggiunto il ministro.

La riforma della p.a. attrarrà gli investimenti stranieri.

“Le riforme istituzionali hanno un impatto economico estremamente importante, ma che spesso viene purtroppo sottovalutato”, ha detto Padoan, aggiungendo che “a breve ci saranno due importanti riforme, quella della giustizia e della p.a., quest’ultima in grado di attrarre nuovamente investimenti stranieri in Italia e di rendere più competitiva l’economia”.

No comment sulla manovra, ma Fassina va all’attacco: servono 23 miliardi

“Sulle manovre no comment”, ha risposto Padoan alle domande sugli interventi di finanza pubblica. Ma Stefano Fassina, viceministro dell’Economia nel governo guidato da Enrico Letta, ha sototlineato l’impossibilità di centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio strutturale nel 2015 annunciato da Padoan senza “una manovra inostenibile”. “Le valutazioni di Padoan
con la conferma del pareggio di bilancio in termini strutturali per l’anno prossimo, prospettano una Legge di stabilità nell’ordine di almeno 23 miliardi di euro per il 2015, senza includere alcuna risorsa aggiuntiva per la promessa estensione del bonus Irpef a Partite Iva, incapienti e pensionati e quanto necessario per il contrasto alla povertà assoluta raddoppiata nel triennio alle nostre spalle. Impossibile, in quanto irrealistico, l’obiettivo pur flessibilizzato, del fiscal compact. Tentare di raggiungerlo sarebbe un dolorosissimo e dannoso accanimento terapeutico. Va corretta la rotta prima che sia troppo tardi”.Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla camera, ha attaccato Padoan: “Ha svolto una relazione esoterica, omissiva, elusiva, in taluni punti anche sbagliata. Non hosentito, al di là delle imperfezioni accademiche, parole di verità. Mentre il M5S ha sottolineato: “Padoan ci ha fatto la sintesi del suo libro dei sogni. Sogni che nel mondo reale sono soltanto incubi per gli italiani. Sul tasso di crescita il Def di Padoan racconta l`Isola che non c`è. Infatti, dieci milioni di italiani sono sotto la soglia di povertà relativa, la disoccupazione giovanile ha superato il 43% e il governo che fa? Rimane inginocchiato di fronte al sacro comandamento dell`austerity. In più, finora, malgrado la propaganda del premier Renzi, l’esecutivo ha preso solo schiaffi dalla Ue sul fronte della tanto invocata flessibilità Il termine per il pareggio strutturale, infatti, è rimasto al 2015 e null’altro è stato concesso che non sia già scritto nel Patto di stabilità.

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