Tregua a Gaza: no del braccio armato di Hamas, sì di Israele

La tregua no. Sarebbe una resa. Sono le parole del comunicato gelido con cui il  braccio armato del movimento islamista palestinese Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, hanno rifiutato la proposta egiziana di cessate il fuoco. Un no, quello delle Brigate, che si accompagna alla minaccia  di “inasprire” ulteriormente il conflitto con Israele.

“Se il contenuto di questa proposta è quel che sembra, si tratterebbe di una resa e noi la rigettiamo senza appello”, affermano le Brigate in un comunicato. “La nostra battaglia contro il nemico si intensificherà”.

Il no delle Brigate Ezzedin al-Qassam contrasta conuna decisione opposta che arriva nelle prime ore del mattino del 15 luglio da Israele. Dopo aver “riflettuto” sulla proposta, infatti,  il governo israeliano ha deciso di accettare l’iniziativa egiziana per un cessate il fuoco, che inizi stamattina (15 luglio) alle 9 (le 8 in Italia).

Il via libera unilaterale, però, non basta a garantire il ritorno della tregua in una zona dove soltanto negli ultimi giorni hanno perso la vita almeno 180 persone.

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