Stop allo spionaggio via internet

Un banner contro i cookie indesiderati. Il contrassegno virtuale, che identifica il computer o altro terminale e consente di schedare gli accessi, a internet non può più essere nascosto. Anzi a tutela della privacy e contro le profilazioni online deve essere segnalato con un apposito avviso, che deve balzare agli occhi non appena ci si connette a un determinato sito. E l’utente deve poter sbarrare l’accesso al cookie sgradito.
È quanto prevede il provvedimento n. 229 dell’8 maggio 2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014), con il quale il garante della privacy ha individuato le modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie, disegnando il quadro di garanzie per l’internauta. Vediamo come.
I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati inviano al terminale (computer, tablet, smartphone, notebook) dell’utente, dove vengono memorizzati, per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva.
Ce ne sono di due tipi. I cookie tecnici sono usati per eseguire autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni e memorizzazione di informazioni sui siti; senza l’uso dei cookie «tecnici» alcune operazioni risulterebbero molto complesse o impossibili da eseguire. Per l’installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l’obbligo di dare l’informativa ai sensi dell’articolo 13 del Codice della privacy, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali dispositivi, potrà fornire con le modalità che ritiene più idonee.

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