Il problema del sovraffollamento nelle carceri persiste: pubblicato il report del Consiglio d’Europa

Gli Stati Europei stanno ottenendo scarsi risultati nelle intraprese politiche di riduzione della popolazione carceraria, nonostante, lo si riconosce, l’obiettivo incremento del numero di soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione: questa la considerazione offerta dal Consiglio d’Europa ed allegata al “Council of Europe Annual Penal Statistics” del 2012 – documento meglio noto come Rapporto Space I e Space II.

L’indagine “SPACE” è condotta, per il Consiglio d’Europa, dall’Istituto di Diritto Penale e Criminologia dell’Università di Losanna; il rapporto SPACE I per il 2012 contiene informazioni su 47 delle 52 Amministrazioni Penitenziarie presenti nei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, mentre, il rapporto SPACE II, riporta i dati relativi a 46 sistemi di affidamento in prova.

Dal 2011 al 2012, il numero dei reclusi nelle prigioni europee è calato da 99.5 a 98 detenuti per 100 posti disponibili. Nonostante una significativa riduzione della complessiva popolazione carceraria –  90.000 unità in meno, questo il dato, che rappresenta un calo del 5% rispetto al 2011 – il sovraffollamento rimane un problema grave per 21 amministrazioni penitenziarie sulle 47 oggetto del report. Le situazioni più allarmanti sono state riscontrate in Serbia, Italia, Cipro, Ungheria e Belgio.

L’analisi ha evidenziato che gli organi giudiziari penali abbiano irrogato, molto spesso, pene detentive in misura molto contenuta, al punto che i dati statistici rivelano come il 20% dei reclusi in Europa stia scontando una condanna a meno di un anno. Nonostante un significativo aumento del numero di soggetti sottoposti a misure quali la libertà condizionata o la libertà vigilata (+13,6% dal 2011 al 2012, e +29,6% dal 2010) il Consiglio evidenzia come molti Stati non abbiano ancora provveduto ad un’organica riforma del sistema delle misure alternative alla detenzione, ricorrendosi, peraltro, molto di rado a tali istituti in fase cautelare (7% dei soggetti in attesa di giudizio).

Il Comitato dei Ministri, ed altri organi del Consiglio d’Europa quale il Comitato per la Prevenzione della Tortura – CPT – hanno rivolto pressanti raccomandazioni a tutti gli Stati Membri affinché affrontino, con decisione e rinnovato vigore, il problema del sovraffollamento carcerario, dedicando inoltre particolare attenzione alla questione del reinserimento del reo nella società civile. Ricordando che, ai sensi delle Convenzioni Internazionali rilevanti in materia, la reclusione dovrebbe sempre rimanere l’estrema ratio nel sistema delle pene, tali organi hanno posto l’accento sulla preponderante necessità di fare il più largo uso possibile delle misure alternative alla detenzione, quali, ad esempio, l’affidamento in comunità, la libertà vigilata o condizionata, l’affidamento in prova, la restrizione della libertà di movimento tramite “ordini di coprifuoco” o con il ricorso a sistemi di monitoraggio elettronico.

Furto (20%) e traffico di stupefacenti (17%) sono i reati per i quali sono attualmente reclusi il maggior numero di detenuti; il 13% della popolazione totale, invece, si trova in carcere per omicidio.

Nel 2011, prosegue il rapporto, il costo medio, per recluso e per ciascun giorno di detenzione, è salito da 93 € (dato del 2010) a 103 €; tale annotazione, tuttavia, deve tener conto della grande disparità dei dati raccolti nei diversi Stati Membri, risultando, questo, molto elevato in tutti i Paesi nei quali la popolazione carceraria è contenuta rispetto alla media.

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