Violentata e uccisa in casa: amico via Skype assiste all’omicidio in diretta

Qian Necole Liu è stata trovata senza vita nella sua casa di Toronto il 15 aprile 2011. Violentata e uccisamentre il suo amico Xian Chao Meng parlava con lei via Skypedalla Cina. Meng ha osservato in diretta l’omicidio della ex fidanzata, con cui era rimasto in buoni rapporti, senza poter far nulla per aiutarla.

Ora Brian Dickson, vicino di casa della giovane che studiava allaYork University di Toronto, è stato arrestato e condannato per l’omicidio. Sul corpo della ragazza c’erano tracce di sangue e di sperma che hanno identificato il Dna di Dickson.

Meng in tribunale ha ricostruito quanto accaduto la sera della morte di Liu, scrive il Daily Mail:

“Lei mi ha detto che qualcuno stava bussando alla porta, che stava andando a controllare chi fosse”.

La ragazza apre la porta e dice qualcosa in inglese, che Meng non ha compreso, poi l’uomo, “non cinese” sottolinea Meng, si è messo a parlare e le ha chiesto il cellulare. Liu glielo avrebbe dato e Meng ha pensato si trattasse di un inquilino a cui la ragazza aveva chiesto aiuto per installare la connessione wi-fi gratuita nel palazzo. Una volta risolto con il cellulare, l’uomo non dava segni di voler andare via:

“L’uomo è rimasto sulla porta, né dentro né fuori. Lei lo stava congedando, ma lui sembrava esitare. Tutto ad un tratto, è successo qualcosa di strano. L’uomo ha cercato di entrare con la forza proprio mentre Qian stava richiudendo la porta. Lei non voleva farlo entrare, ma non ha avuto la forza fisica per impedirglielo. L’uomo voleva abbracciare Qian e lei lo respingeva mettendogli le mani sul petto e dicendo ‘No’ in cantonese. Forse ha pensato che lui non capiva perché lo ha ripetuto in inglese. Ma quella persona non l’ha ascoltata”.

Meng rimane connesso e vede l’aggressore immobilizzare la ragazza a terra:

“Quando Qian è stata spinta sul pavimento, ho potuto vedere uno dei suoi piedi. Tremava. Continuava a dire di no in cantonese”.

Ma ormai la ragazza era fuori dalla vista della webcam, ma Meng continuava a sentire quanto stava accadendo:

“Poi ho sentito due colpi soffocati. Da allora, non ho sentito nessun altro suono provenire da Qian”.

Poi rumore di mobili spostati e di chiavi tintinnanti, o forse la cintura che veniva slacciata. L’aggressore si accorge forse deklla webcam e si avvicina al pc:

“Era già nudo. Ho potuto vedere la parte del suo corpo da sotto l’addome fino alle ginocchia. Si è sporto in avanti per spegnere il computer”.

Il pc è sparito dalla camera della ragazza e su segnalazione di Meng in una chat comune un inquilino del palazzo è entrato nell’appartamento, trovando il corpo privo di vita a terra. Sul corpo di Liu c’erano tracce di sangue e sperma e il 19 aprile la polizia ha arrestato Dickson, un giovane inquilino del palazzo. Secondo il test del Dna sui campioni biologici, Dickson sarebbe l’aggressore  e l’omicida, ma il giovane si difende nonostante le prove contro di lui:

“No, non l’ho fatto. Non ho niente a che vedere con questa tragedia”.

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