Il papa ai parlamentari: lontano dal popolo, si cede alla corruzione

Le parole sono quelle che vanno dritto al senso del messaggio. Il messaggio è intenso. Il monito è quello di papa Francesco. Di fronte, ad ascoltarlo 492 parlamentari italiani con in testa i presidenti di senato e camera, Piero Grasso e Laura Boldrini e nove ministri del governo Renzi. A loro Bergoglio, celebrando messa all’altare della cattedra di San Pietro ha detto, “una classe dirigente che si allontana dal popolo e lo abbandona rischia di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione”., Nell’omelia, il pontefice, riferendosi alla prima lettura, tratta dal Libro di Geremia, ha detto che “mostra il profeta dare voce al lamento di Dio verso una generazione che non ha accolto i suoi messaggeri e che invece si giustifica per i suoi peccati. Mi hanno voltato le spalle”, testo sacro che Francesco commenta così: “Questo è il dolore del Signore, il dolore di Dio”. E questa realtà, prosegue, è presente anche nel Vangelo del giorno, quella di una cecità nei riguardi di Dio soprattutto da parte dei leader del popolo”.

“Messa con Papa Francesco: il suo messaggio è una sferzata alla classe dirigente che non deve trincerarsi, ma essere capace di ascoltare e dare risposte”, commenta la presidente della Camera, Laura Boldrini, con un twitter. “La politica è buona quando mette al centro non il bisogno individuale di chi la fa ma il bisogno collettivo di chi soffre, del popolo, e quindi la rotta del bene comune”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, commentando l’omelia di Papa Francesco alla messa di oggi con i parlamentari durante una intervista con Radio Vaticana.

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