Ambiente, investimenti agevolati

Ridurre il carico fiscale per le imprese che compiono investimenti in materia ambientale. Aumentare i costi, invece, per coloro che contribuiscono all’aumento del livello di inquinamento. Il tutto, utilizzando come veicolo madre la delega fiscale. Questo è quanto emerso nel corso dell’indagine conoscitiva sulla green economy, condotta dalle Commissioni ambiente e attività produttive della Camera e che, ieri, ha visto l’ultimo atto con l’audizione dei rappresentanti di imprese del settore (Tesla Italia mobilità Green, Novamont , gruppo Mossi & Ghisolfi, KiteGen, Federazione industrie prodotti impianti servizi ed opere specialistiche per le costruzioni, Associazione tecnico-scientifica di base, Associazione nazionale imprese difesa ambiente, Fater Spa). «Nel corso dell’incontro è emersa la volontà di affrontare il tema della green economy sfruttando anche gli aspetti fiscali», ha spiegato a ItaliaOggi il presidente della Commissione ambiente di Montecitorio, Ermete Realacci (Pd), «l’obiettivo è quello di usare quanto previsto all’interno della legge delega per reditribuire il carico fiscale sulle imprese, facendo in modo che coloro che compiono investimenti in materia ambiantale, circa il 20% delle imprese italiane, possa ottenere ulteriori vantaggi a scapito di coloro che, invece, contribuiscono ad aumentare i livelli di inquinamento». Un settore, quello della green economy, che ha già ottenuto dei risultati sia in termini di investimenti, sia in termini di posti lavoro, grazie a misure come quelle dell’ecobonus e delle ristrutturazioni edilizie. «Non è un caso se gli incentivi per ristrutturazioni ed ecobonus in edilizia sono la misura di gran lunga più importante messa in campo per l’occupazione nel 2013», ha evidenziato Realacci, «solo queste due iniziative hanno prodotto 19 miliardi di investimenti garantendo oltre 280 mila posti di lavoro, tra diretti e indotto, e qualificando un’intera filiera produttiva».

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