Spalletti esonerato dallo Zenit per frasi contro intervento russo in Crimea?

Le indiscrezioni di stampa si sono rivelate vere. Lo Zenit San Pietroburgo ha ufficializzato l’esonero di Luciano Spalletti, giunto sulla panchina della formazione russa nel dicembre 2009.

Il 55enne allenatore toscano, in passato alla guida di Empoli, Palermo, Udinese e Roma, ha condotto lo Zenit alla conquista di due titoli nazionali, una Coppa e una Supercoppa di Russia, portandolo per la prima volta sino agli ottavi di Champions League. Spalletti, che sarà sostituito dal suo vice, l’ex giocatore Sergey Semak, paga il pari interno di domenica contro il Tomsk e la perdita del primato in classifica, ora andato, con soli due punti di vantaggio, alla Lokomotiv Mosca.

Secondo indiscrezioni a segnare il destino di Spalletti, piu’ che la virtuale uscita di scena dalla Champions League dopo il 2-4 rimediato nell’andata dell’ottavo di finale contro il Borussia Dortmund,sono state le sue parole pronunciate a Coverciano nella cerimonia della Panchina d’Oro.

Parlando dell’intervento russo in Crimea, il tecnico toscano aveva detto: “Sono cose che non vanno assolutamente bene, armarsi ed uccidere la gente al giorno d’oggi non è piu’ possibile”.

La nota del club, che si conclude con un “Grazie di tutto, Mister!” in italiano, non spiega i motivi del clamoroso esonero, cosa che avvalora l’ipotesi di una ‘soluzione politica’.

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