Mistero web tax rispuntata nella delega fiscale. Al suo posto tassa smart-phone?

Mistero web tax rispuntata nella delega fiscale. Al suo posto tassa smart-phone? Si infittisce il mistero della web tax: introdotta nella legge di stabilità dal Parlamento, sospesa dal governo Letta e poi cancellata dal governo Renzi nel decreto salva Roma, rispunta nella delega fiscale, a sua volta approvata definitivamente dalla Camera giovedì scorso. La norma, introdotta a settembre in uno dei passaggi parlamentari, fa comunque riferimento a “decisioni in sede Ue”. La norma non è comunque direttamente operativa, perché la delega fiscale è una legge che, appunto, delega l’esecutivo a varare entro un anno una serie di decreti legislativi che attuano i principi indicati.
La rinuncia al miliardo di euro annui che il governo Letta aveva calcolato nell’approntare il provvedimento, rende maggiore il rischio che il governo, invece, dia il via libera a un altro tributo, la cosiddetta “tassa sugli smartphone”, che potenzialmente consentirebbe un recupero fiscale di 200 milioni di euro. Si tratta di un’imposta fino a 5,20 euro per i nuovi smartphone e tablet e di 40 euro per i decoder con memoria interna (il servizio My-Sky per intendersi). E che tecnicamente si chiama “rideterminazione dei compensi per copia privata”. Un tributo che paghiamo già, con importi sugli smartphone pari a 90 centesimi di euro.

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