La p.a. sta dimagrendo e costa meno agli italiani

Il pubblico impiego italiano sta dimagrendo (-5,5% in quattro anni) e costa sempre meno ai cittadini: 2.717 euro a testa in quattro anni, il 33% meno dei francesi. Eppure il settore ha bisogno di un piano straordinario, che ne migliori l’efficienza senza continuare a incidere indistintamente sul personale. Queste le conclusioni dell’Osservatorio Sda Bocconi sul cambiamento delle amministrazioni pubbliche (Ocap), che verranno presentate all’incontro “La p.a. che vogliamo” in programma dopodomani nell’ateneo milanese. Secondo l’osservatorio, tra il 2008 e il 2012 il numero dei dipendenti pubblici è diminuito del 5,5% portandosi a 3.238.474 unità e la spesa per i dipendenti pubblici è calata del 4,38% a 165,4 miliardi di euro, ovvero 2.717 euro pro capite – poco al di sotto della media europea (2.736 euro), ma ben al di sotto di paesi dalle dimensioni e dallo sviluppo paragonabili al nostro, come Francia (4.080 euro pro capite) e Regno Unito (3.260 euro). Anche il rapporto tra la spesa per i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici e totale della spesa pubblica corrente si è portato leggermente al di sotto della media europea (24,8% contro 24,9%), con un calo di quasi due punti dal 2008. Ancora più significativo è il taglio del numero dei dirigenti pubblici tra il 2007 e il 2012: -19% nei ministeri, -13% nelle regioni a statuto ordinario, -31% nelle province, -20% nei comuni. Altra nota positiva è il tasso di femminilizzazione della p.a., ben al di sopra di quello del settore privato anche a livello dirigenziale. Le dirigenti donne, tra il 2007 e il 2012, sono passate dal 35,3% al 39,49% nei comuni, dal 26,44% al 31,07% nelle province, dal 30,18% al 36,31% nelle regioni a statuto ordinario e dal 34,47% al 42,93% nei ministeri.

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