Il dualismo Renzi-Letta anima il Pd

E’ terminata al Nazareno la segreteria del Pd convocata dal segretario Matteo Renzi. L’incontro era cominciato poco dopo le 7.30 e Matteo Renzi è stato tra gli ultimi ad arrivare. Sul tavolo i temi politici di stretta attualità come le riforme istituzionali e il piano per il lavoro. L’occasione è servita anche a fare il punto prima della direzione del partito, convocata domani sul tema della riforma del titolo V e del Senato, e alla quale parteciperà anche il premier Enrico Letta.

Madia: ticket renzi-Letta non è all’ordine del giorno

Di certo non è all’ordine del giorno, avvisa Marianna Madia, al termine della riunione, “Un ticket Letta-Renzi”. Dice la deputata Pd: “In questo momento l’Italia ha un governo che è il governo Letta ed è il governo sostenuto dal Pd”. “Il ruolo del Pd, proprio per rafforzare l’azione di governo e spronarla, è accelerare sulle riforme”, ha spiegato, “e sui temi oggi più importanti per l’Italia. Il 20 febbraio, ad esempio, avremo una direzione nella quale presenteremo il piano per il lavoro”.

Cuperlo: ci vuole il Letta bis

Intanto Gianni Cuperlo e la minoranza Pd fanno sapere che “la soluzione migliore per il rilancio dell’azione dell’esecutivo è una ripartenza del governo Letta, con il cosiddetto Letta bis, che dia un segnale di discontinuità nei contenuti programmatici e recuperi prestigio e autorevolezza anche attraverso una compagine ministeriale rinnovata”.

Fassina: Renzi deve parlare chiaro
“Il governo non può essere un governo di intrattenimento, mentre le forze politiche si occupano di legge elettorale e riforme istituzionali. Non possiamo rinviare una scelta chiara sul governo a dopo la legge elettorale, e spero che domani in direzione, a partire dal segretario del partito, vi siano parole chiare su questo”. Così a Sky Tg24 Mattina, Stefano Fassina, deputato Pp ed ex viceministro per l’Economia, chiede al segretario Matteo Renzi di fare chiarezza domani, nella direzione nazionale del Pd, sulle voci di rimpasto. “Dobbiamo dire se riteniamo vi siano le condizioni per rilanciare il governo o, se le condizioni non ci sono, dobbiamo avere il senso di responsabilità nei confronti del paese di dire che si va a elezioni”, ha aggiunto, “La legge elettorale è importante, ma chi ha perso il lavoro, le imprese che chiudono, le famiglie che non ce la fanno, vogliono risposte sull’economia, il potere d’acquisto, le tasse. Non possiamo rinviare a dopo un governo che abbia il sostegno pieno e convinto del Pd, senza il quale è impossibile fare le riforme”.

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