Insulti e toni da crociata: M5S in retromarcia, Grillo va avanti

Cominciano a fare retromarcia. Ad abbandonare i toni da crociata triviale e ad abbassare un po’ la voce. La levata di scudi di quasi tutti i partiti contro la violenza verbale e mediatica dell’offensiva lanciata dal Movimento 5 Stelle contro la presidente della camera, Laura Boldrini e contro i giornalisti Corrado Augias e Daria Bignardi, comincia a produrre qualche effetto tra i parlamentari pentastellati. Tanto che oltre a registrare la crescita del dissenso interno rispetto alle scelte del duo Beppe Grillo-Gian Roberto Casaleggio, il sismografo del M5S segnala il pentimento di alcuni protagonisti delle vicende di questi giorni. Pentimento per la forma, non certo per la sostanza, come ha spiegato Claudio Messora, responsabile M5S dela Comunicazione al senato e autore del famigerato tweeet su Boldrini (“Cara Laura, volevo tranquillizzarti. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non correresti alcun pericolo”)” che ha suscitato scandalo. “Quel tweet era dettato da profonda amarezza nel vedere come viene trattata un’opposizione votata da 9 milioni di persone”, ha detto Messora, che poi ha proseguito: “In questi giorni c’è stata una escalation di toni sempre più accesi, che devono essere smorzati. Proprio per questo ho iniziato io chiedendo scusa per quella che voleva essere una battuta, infelice e fuori luogo, che certo non è stata presa come tale”. Messora spiega che non era sua intenzione giustificare atteggiamenti sessisti e ha aggiunto che la presidente della camera “Laura Boldrini dall’episodio della tagliola ha perso l’imparzialità, la terzietà che dovrebbe contraddistinguere il suo ruolo: il suo dovere dovrebbe essere quello di tutelare la minoranza”. “Noi non chiediamo altro che abbassare i toni e tornare a parlare dei contenuti: ma è necessario che tutti facciano un passo indietro e si assumano le proprie responsabilità. Non è possibile, per esempio, votare la legge elettorale in pochi secondi come è successo in commissione Affari costituzionali”. Il pentimento di Messora, e la richiesta di abbassare i toni sono in certo modo il segnale delle difficoltà incontrate dal M5S, che spiazzato dall’accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sulla legge elettorale e le riforme istituzionali, teme di essere tagliato fuori dalle scelte più importanti. Certo è che per il momento la confusione è grande nelle stesse file pentastellate, come dimostrano la lettera scritta da 4 senatori contro l’escalation di violenza verbale, e l’intervista rilasciata a Repubblica da Gessica Rostellato, deputata grillina. “Non capisco perché sia in atto questa radicalizzazione. Forse perché lo vuole qualcuno”. Per la parlamentare del movimento cinque stelle, “non possiamo mandare in Europa gente come questa. Io mi vergogno di quanto accaduto, quello che è successo è inaccettabile, non condivido nulla di quanto accaduto, non mi riconosco in quello che siamo diventati. Voterò contro l’espulsione proposta a carico del del mio collega Tommaso Currò e intendo restare nel movimento. Se ne devono andare loro. Stanno facendo cose che non c’entrano niente con il Movimento 5 stelle. Nessuno dei nostri si è mai comportato così”, afferma, riferendosi a “Sorial, Tofalo e De Rosa”.Quanto a Messora, Rostellato ha concluso così: “Credo proprio che si debba dimettere”.

Ma Grillo ha il chiodo fisso: c’è un golpe in corso, Boldrini si dimetta

“In Italia è in corso, ora, un colpo di Stato. Non puoi più far finta di nulla”. Beppe Grillo sul suo blog, parla di “fine della democrazia” e invita la presidente della camera a dimettersi. “Deve dimettersi, ha violato, lei che doveva farle rispettare per ruolo, le leggi della democrazia. Nessuno prima di lei si è spinto fino a questo punto. Il M5S farà in modo di invalidare il decreto Imu-Bankitalia e di ottenere le dimissioni della Boldrini. In alto i cuori!”, ha scritto ancora Grillo, che in sostanza ha chiesto ai suoi parlamentari di abbassare i toni e di affidare al leader il comnpito di sferrare gli attacchi più duri. Ma la Bolrdini ha replicato: “Per me è una vicenda chiusa. E’ già stata abbastanza penosa”.

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